Proteste
La perseguita con 9mila sms e con gesti volgari
Fine di un incubo per una giovane romena: arrestato un carrarese di 40 anni dopo aggressioni di ogni tipo
CARRARA. L’ha perseguitata in modo pesante e volgare: 9mila fra telefonate e sms, ma anche le feci davanti al portone di casa della vittima, una giovane romena di 30 anni alla quale aveva reso la vita impossibile, spingendola anche a trasferirsi da Carrara e Massa senza però riuscire a togliersi dalla morsa.
Ma ora l’incubo è finito: è ai domiciliari un carrarese di 40 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine, arrestato dagli agenti del Commissariato, che gli hanno notificato una ordinanza cautelare emessa dal Gip del tribunale di Massa, su richiesta del pm titolare dell’inchiesta.
Le indagini, svolte dagli agenti della Squadra Anticrimine, hanno preso spunto da ripetute denunce sporte in Commissariato da una giovane di nazionalità romena, legata in passato da una breve relazione sentimentale con l’indagato. Questi non si era rassegnato alla fine della loro storia ed ha iniziato una serie infinita di molestie, di persecuzioni e di azioni vessatorie, provocandole un grave stato di ansia tanto da costringerla, come detto, a trasferirsi da Carrara a Massa.
Gli agenti hanno contato 9mila fra telefonate e sms molesti e ingiuriosi verso il cellulare della vittima. Le molestie erano insistenti anche sul profilo “facebook” della donna, con continui tentativi di contatto e condivisione di tutte le frasi scritte dalla donna sul social network.
Erano praticamente quotidiani gli appostamenti sotto casa della donna, sul luogo di lavoro e all’uscita della scuola frequentata dalla figlia della vittima: le lasciava biglietti di ogni tipo, sia sulla porta della sua abitazione che sul vetro dell’auto, contenenti frasi a volte ingiuriose altre volte d’amore. Un amore malato. Addirittura, in una occasione, le ha lasciato delle feci davanti alla porta di casa oltre ad un biglietto contenente offese di ogni tipo. E ancora: pedinamenti continui, durante i quali spesso la bloccava tagliandole la strada con la sua auto e la apostrofava con aggressioni verbali, minacce e sputi. Frequenti le violazioni di domicilio, l’imbrattamento con vernice spray dei muri dell’abitazione della donna e di altre abitazioni vicine, alternando frasi ingiuriose, contenenti insulti di ogni tipo, a frasi d’amore rivolte verso la vittima.
Non è finita: più volte il carrarese cercava di contattare la figlia minore della vittima, della quale cercava di carpire la fiducia con promesse di regali; i tentativi di contatto avvenivano anche sul profilo “facebook” della ragazza, per accedere al quale l’indagato si attribuiva false generalità, fingendo di essere un suo coetaneo. Non pago, l’uomo per un breve periodo di tempo era andato ad abitare nella stessa via dove la donna si era trasferita con la figlia per sfuggire alle sue persecuzioni ed addirittura si presentava ad un colloquio e cercava di farsi assumere dal datore di lavoro della donna al fine di poter condividere con lei il luogo di lavoro.
E si era arrivati a una vera e propria aggressione fisica: offese e percosse, la donna era dovuta ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, in un'altra occasione l’uomo aveva sfogato la sua rabbia contro l’auto della donna, dentro alla quale la vittima si era rinchiusa, prendendo a calci la carrozzeria e infrangendole il parabrezza.
Una escalation di vessazioni, di persecuzioni sempre più efferate che hanno convinto il magistrato a chiedere la misura cautelare degli arresti domiciliari, concessi dal gip.
In attesa del processo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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