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Disagi sui treni per un disabile: il caso all’attenzione della Regione
Studente di Sarzana racconta dei problemi per recarsi all’università di Pisa: 125 segnalazioni in 18 mesi alle Ferrovie. Delegato del governatore Rossi: incontrerò sia il giovane che Trenitalia
SARZANA. La Regione segue con attenzione la vicenda di un giovane disabile di Sarzana, Nicola di 21 anni, che come studente fa il pendolare per seguire i suoi studi universitari di lingue a Pisa. Ben 125 gli esposti presentati alla direzione regionale ferroviaria per segnalare carenze del servizio di assistenza ai disabili sui treni. Il professor Massimo Toschi, delegato del presidente della Regione Rossi sui temi della disabilità, ha avuto un primo colloquio telefonico con il giovane, che incontrerà di persona a Pisa, proprio in sede universitaria, venerdì prossimo. «L'ho fatto con piacere, perché ho ben presenti i disagi dei disabili quando usano il treno per viaggi o pendolarismo - ha sottolineato il professor Toschi -. Lunedì 24 (domani per chi legge, ndr.) avevo già in programma un incontro con la direzione regionale di Trenitalia su questi stessi temi, in particolare l'uso delle toilette per chi viaggia in carrozzina sui nuovi Vivalto regionali, e ora sembra anche sui Frecciarossa, per una progettazione disattenta. Non mancherò in quella sede di mettere sul tavolo i gravi problemi posti dal giovane disabile di Sarzana».
Nicola ha segnalato alle Ferrovie i suoi disagi inviando i 125 reclami nell'arco di 18 mesi, alla Sala Blu di Rfi, cioè la Rete ferroviaria. Ha ricevuto delle risposte, ma evidentemente non esaustive per risolvere tutti i suoi problemi. Fra gli episodi, la prenotazione da Pisa centrale di un treno alle 16 per fare ritorno a casa a Sarzana, ma il treno con il servizio per lui non c'era e il successivo attrezzato per disabili era alle 21, così era rimasto 5 ore in attesa. Un'altra volta sarebbe stato sistemato con la propria carrozzina nel vagone dei bagagli «perché il treno non era attrezzato», nonostante avesse fatto la debita prenotazione per il viaggio. Si è lamentato anche della stazione di San Rossone dove dovrebbe scendere per andare all'università: mancano, dice, accessi per disabili per cui deve andare fino a Pisa centrale. L'assemblea dei Comitati dei Pendolari ha chiesto un interessamento della Regione. Trenitalia ha a conoscenza il caso del ventunenne, e ha fatto sapere che se ne sta occupando. Ora anche la Regione ha preso a cuore il caso.
Nicola spiega che deve prenotare i treni, almeno due giorni prima per avere un’assistenza: «Ma io prenoto anche una settimana prima. Alla stazione di Sarzana il treno che mi serve per Pisa deve arrivare sul binario 1 perché io possa salire, con personale addetto, con un carrello elevatore manuale. Ma a volte il treno arriva su un altro binario e allora devo farmi issare sul treno da chi mi accompagna alla stazione». Spiega anche che sul treno deve usare la carrozzina a spinta, perché quella elettrica è più pesante ed ha problemi di spazio sulla pedana. Ha bisogno che sui treni ci siano le ganasce per bloccare le ruote della carrozzella al pavimento, «ma a volte non funzionano o si staccano». «Le ferrovie mi dicono che fanno il possibile per me, ma ho dovuto fare molte segnalazioni».
Quando arriva alla stazione di Pisa centrale c’è il servizio carrello, «mentre lo scalo di San Rossore non è attrezzato per le mie esigenze». A Pisa centrale trova il servizio di accompagnamento gratis dell’Università con un pulmino. «Il problema è il viaggio, andare e tornare. Il servizio è migliorato ma ci sono ancora disagi. Io prenoto solo treni regionali. Trenitalia mi ha proposto di viaggiare sulle Frecce, però dovrei da Sarzana andarle a prendere alla Spezia dove c’è il personale di assistenza. Ma gli orari sono per me disagevoli e il costo dei viaggi aumenterebbe. Io non mi lamento a livello egoistico, penso anche a tutte le altre persone che hanno i miei stessi problemi».(c.car.)
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