Sicurezza
Loris Rossetti: agricoltura una scelta strategica
CARRARA. «È in atto un mutamento profondo della visione dell'agricoltura e delle pratiche collegate, del quale la Regione Toscana è consapevole e che sostiene perché coniuga la riscoperta e la...
CARRARA. «È in atto un mutamento profondo della visione dell'agricoltura e delle pratiche collegate, del quale la Regione Toscana è consapevole e che sostiene perché coniuga la riscoperta e la conoscenza dei prodotti naturali con un rapporto moderno e consapevole con il territorio e con le culture che è in grado di esprimere. “Viva La terra!”, evento che punta a valorizzare le buone pratiche, la vita all'aria aperta, la riscoperta delle coltivazioni per il consumo diretto, è lo strumento ideale per coinvolgere non solo i giovani che saranno i consumatori di domani, ma tutta la famiglia. È un indirizzo importante che cambia il panorama e che ha risvolti di grande importanza non solo economica ma anche sociale». Parola di Loris Rossetti, lunigianese, consigliere regionale e presidente della Commissione Agricoltura della Regione.
«L’agricoltura è uno dei pochi settori in cui aumentano gli addetti e si tratta di giovani che fanno scelte di vita portando nella nuova agricoltura entusiasmo e competenze. – dice Rossetti - Per tanti di loro questa manifestazione sarà un'ottima occasione per ampliare le conoscenze ed elevare il livello professionale. La loro presenza, come quella di chi pratica l'agricoltura come un hobby, ha un ruolo fondamentale non solo per gli aspetti economici ma anche per il controllo e la tutela del territorio. Le amministrazioni possono investire risorse per costruire strade, argini e mettere in sicurezza la montagna: ma senza il lavoro e la manutenzione di chi lavora la terra il territorio si deteriora e diminuisce la capacità di sopportare gli eventi calamitosi. È un ciclo virtuoso che si può riattivare solo con un ritorno consapevole alla terra e su questa visione abbiamo impostato la programmazione legata ai Fondi Europei che si dispiegherà nei prossimi anni».
Senza dimenticare il piacere del rapporto con la natura: «Sì – conferma Rossetti - per chi, come me, vive in una delle zone più verdi della Toscana il rapporto con la cultura agricola ha un grande valore perché consente di recuperare e valorizzare storie, tradizioni, manualità e conoscenze che altrimenti andrebbero perdute e sarebbe un danno molto grave. Ma assieme al valore della tradizione dobbiamo riscoprire anche il piacere del produrre direttamente, di veder crescere il prodotto avendo coscienza della sua importanza. Produrre e coltivare in campagna va oltre la sussidiarietà, diventa presidio culturale, rapporto con la natura, percezione del valore del prodotto. Senza dimenticare che ogni territorio ha la sua cultura originale e coltivare significa riscoprire e valorizzare soprattutto i prodotti tipici e caratteristici, quelli che ti rendono orgoglioso di averli curati e di poterli consumare».
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