Il dolore
Tradito dalle impronte digitali: arrestato
CARRARA. Aveva rubato su un'autovettura in sosta: ma a tradirlo sono state le sue impronte digitali, lasciate “imprudentemente” sulla carrozzeria della vettura. E gli agenti di polizia del...
CARRARA. Aveva rubato su un'autovettura in sosta: ma a tradirlo sono state le sue impronte digitali, lasciate “imprudentemente” sulla carrozzeria della vettura. E gli agenti di polizia del commissariato con un lavoro certosino le hanno rilevate. Risultato: il ladro è stato individuato e arrestato.
E’ avvenuto al termine delle indagini della polizia scientifica. E così gli agenti del commissariato hanno eseguito nella giornata di martedì scorso, l'ordinanza con la quale il Gip del Tribunale di Massa ha disposto l'applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di un carrarese di 38 anni, con precedenti con la giustizia.
L'uomo si era reso autore, nella serata del 7 gennaio, di un furto aggravato su una vettura in sosta in via Pietro Tacca, nei pressi del reparto di ginecologia dell'ospedale cittadino. Aveva asportato dlal’auto, dopo aver forzato il finestrino, un marsupio contenente una carta poste-pay, la patente di guida e la tessera sanitaria del proprietario della macchina, il quale si era poi recato in commissariato per denunciare il furto subito. La polizia Scientifica aveva effettuato degli accertamenti tecnici sull'auto, riuscendo a rilevare dei frammenti di impronta papillare delle mani del ladro sul finestrino della portiera forzata.Le indagini dattiloscopiche successivamente eseguite dal Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica permettevano di dare un volto all'autore del furto, che veniva individuato nel 38enne già noto agli uomini del Commissariato di Carrara, che lo hanno denunciato per il furto aggravato commesso, evidenziando all'Autorità Giudiziaria anche i numerosi precedenti commessi dallo stesso ed il concreto pericolo che potesse commettere altri furti. L’uomo era peraltro già stato sottoposto alla misura di prevenzione dell'”Avviso Orale” del Questore, senza che tale misura sortisse gli effetti deterrenti sperati. Il pubblico ministero, in considerazione del grave quadro indiziario e delle esigenze cautelari, ha chiesto al giudice di applicare la misura della custodia cautelare in carcere, che è stata disposta dal gip ed eseguita dalla polizia.
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