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Prestito da 3.000 euro per i più bisognosi

Prestito da 3.000 euro per i più bisognosi

MASSA. In tempi di crisi un sostegno economico in più, sicuramente, aiuta. Così nasce il Prestito Sociale: un contributo regionale, fino a un massimo di 3.000 mila euro, per favorire la lotta alla...

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MASSA. In tempi di crisi un sostegno economico in più, sicuramente, aiuta. Così nasce il Prestito Sociale: un contributo regionale, fino a un massimo di 3.000 mila euro, per favorire la lotta alla povertà. La misura arriva grazie ad un finanziamento concesso dalla regione Toscana nell'ambito del Microcredito: un totale di 5 milioni di euro gestito da soggetti del terzo settore. Obiettivo: aiutare persone e famiglie che stanno attraversando un periodo di fragilità economica attraverso un prestito in denaro agevolato. I soggetti beneficiari sono coloro che, momentaneamente, non riescono a far fronte ai bisogni primari o alle spese ordinarie legate alla sfera familiare, come la scuola, la salute, o la casa, ma proprio per il carattere ''assistenziale'' che il prestito riveste, verrà data priorità ai casi più gravi e più deboli, come le famiglie numerose, situazioni di disabilità grave, presenza di figli minori o nuclei monoparentali. Per ciascuno progetto è prevista una somma di 150mila euro, cifra che verrà gestita dai Centri di Ascolto presenti sul territorio: la Caritas di Massa Carrara e Pontremoli (soggetto capofila), la Fondazione Toscana Antiusura presso la Misericordia di Massa, e il Comitato provinciale Arci. Attraverso la rete dei centri di ascolto, i soggetti potranno verificare l'attivazione del prestito e presentare le domande. A delle condizioni però: la situazione di povertà o di fragilità economica dovrà essere temporanea e contingente. Questo è un requisito essenziale. L'idea alla base del progetto, infatti, è che il denaro prestato non vada perso, ma possa essere riutilizzato per altre famiglie in stato di bisogno. . Anche le condizioni di restituzione sono agevolate: non sono previste né garanzie né interessi, mentre la restituzione potrà avvenire in un arco di 36 mesi. In questo periodo, i centri di ascolto dovranno accompagnare i soggetti beneficiari, attraverso un ruolo di tutoraggio, per favorire un uso consapevole del denaro ricevuto. Altri requisiti: i soggetti dovranno essere maggiorenni e residenti in Toscana, possedere un valore Isee non superiore a 15mila euro, dimostrare di non avere subito un certo tipo di condanne (associazione di tipo mafioso, riciclaggio, impiego di denaro o beni di provenienza illecita), e infine, possedere la cittadinanza europea oppure possesso della carta di soggiorno o di regolare permesso di soggiorno. Novità: rispetto alle disposizioni previste dalla legge regionale per ora non verrà attivata la finestra delle ''attività di utilità sociale'', misura che avrebbe permesso, ai soggetti beneficiari del contributo, di restituire il prestito sotto forma di lavori socialmente utili.

Alessio Profetti

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