Il dolore
Concussione, Ministero responsabile civile
Per il maresciallo dei carabinieri sotto accusa dovrà rispondere anche l’Interno come datore di lavoro
CARRARA. Maresciallo dei carabinieri sotto accusa per concussione; il Ministero dell’Interno è stato citato come responsabile civile. L’udienza preliminare, davanti al giudice Antonia Aracri, è stata rinviata al prossimo 5 giugno: nel frattempo gli atti, per il Ministero, saranno notificati presso l’Avvocatura dello Stato di Genova.
Il giudice, nell’udienza di ieri a cui erano presenti il maresciallo Ivano Rotili (assistito dall’avvocato Giovanna Barsotti) e la parte offesa, assistita dal legale Barbara Volpi ha ammesso la costituzione della parte civile.
L’avvocato Volpi ha chiesto quindi l’autorizzazione a citare come responsabili civili sia il Ministero della Difesa che quello dell’Interno. Questo perché come corpo militare i carabinieri fanno capo al Ministero della Difesa. Per la funzione di pubblica sicurezza, invece, dipendono dal Ministero dell’Interno. Il giudice Aracri ha ammesso come responsabile civile solo il Ministero dell’Interno, disponendone la citazione. A questo punto tutto è stato rinviato al prossimo 5 giugno, data in cui si deciderà sul rinvio a giudizio, o meno, del carabiniere.
La vicenda, lo ricordiamo risale al 2010. Secondo la parte offesa, la 41enne ucraina che si è costituita parte civile, il maresciallo dei carabinieri a cui si era rivolta per denunciare le percosse e le minacce dell’ex convivente, avrebbe preteso regali tecnologici (computer, telefonino, iphone e videocamera) per darle protezione.
Una situazione che la donna avrebbe denunciato alla Guardia di Finanza facendo partire le indagini terminate con la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della repubblica (il pm è Alberto Dello Iacono).
La difesa ha già annunciato la sua linea difensiva, avvalorata da una settantina di testi: in sostanza - da quanto trapela - sarebbe stata proprio la donna a parlare al maresciallo di un magazzino del fratello, in Russia. Offrendosi di comprare per lui dei regali a prezzi convenienti. E da qui, stando alla linea difensiva, sarebbero partire le richieste: si trattava di regali, questo sì, ma che il maresciallo voleva acquistare regolarmente dal fratello della ucraina che poi ha puntato il dito nei suoi confronti.
Una vicenda complessa e uno strascico che verrà dibattuto in tribunale il prossimo 1° luglio con il rito immediato per l’ex convivente della ucraina accusato di lesioni e minacce.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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