Italia
Alessandro, Francesco e L’aperitivo di via Cavour
Arredamento moderno, un barman professionista e «tante cose buone» «Abbiamo scommesso sul rilancio del centro e sulle piazze riqualificate»
MASSA. Va avanti spedito il treno dell’imprenditoria giovanile in città. È stato, infatti, inaugurato ieri “L’aperitivo”, il nuovo bar in via Cavour nato sulle “ceneri” di un negozio di abbigliamento.
Ad aprirlo sono stati il ventisettenne Alessandro Spada e il quarantenne Francesco Iacopini, che adesso diventano, l’esempio – un altro esempio – di giovani massesi che ci provano, che non si fermano: né davanti alla crisi economica, che scoraggia ogni investimento sul proprio futuro, né tanto meno con il Patto per la notte, il "patto tra gentiluomini" promosso dall'amministrazione comunale, che si prefigge di regolamentare la notte massese, ma che per molti commercianti pesa come una spada di Damocle. Loro no.
Non si fermano e vanno avanti spediti, appunto, come un treno. Francesco, barman di professione e Alessandro, "amante delle cose buone", hanno deciso di mettersi insieme a creare qualcosa di diverso: un bar solo aperitivi.
Arredamento moderno, con pareti alte, un lungo bancone e anche un secondo piano, dove a breve nascerà anche una piccola saletta “intima” per gli innamorati: una stanza di una manciata di metri quadrati dove verrà messo un tavolo, due sedie e qualche libro, per cene a lume di candela e tranquillità.
A settembre verrà installata anche una stufa in pellet, per rendere il tutto ancora più “come a casa”. Mentre giù, al primo piano, prenderà vita l’aperitivo. Obiettivo: fare aperitivi di qualità. Ci sarà quindi il buffet, ma, nelle serate di nicchia, i titolare proporranno per ogni bevuta il piatto abbinato. «Il vino ha il suo tipo di cibo – spiega Alessandro – che può essere un formaggio piuttosto che l’affettato piuttosto che la torta di verdure. Un cocktail avrà tutt’altro tipo di abbinamento. A noi piace fare le cose belle e puntare alla qualità». Il centro storico, quindi, continua ad attirare locali in quell’effetto domino partito con la chiusura delle piazze alle auto. «Noi siamo persone di Marina – racconta Alessandro –perché io vivo lì e Francesco ci lavora da una vita. Abbiamo visto la zona svuotarsi lentamente mentre la gente si muoveva verso il centro storico. E questo sicuramente grazie al cambiamento del centro chiuso e delle piazze riqualificate. Noi, abbiamo scelto di seguire le persone». (M.C.)
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