Finanza
«Voglio ammazzarti e metterti nella bara»
Giudizio immediato per l’ex convivente della donna che ha denunciato per concussione il carabiniere
CARRARA. Per quella denuncia che, secondo la donna che ha puntato il dito contro il maresciallo dei carabinieri accusandolo di concussione, era finita nel cassetto, il suo ex convivente ora sarà sottoposto a processo. La citazione diretta a giudizio è per il prossimo primo luglio: il 54enne Paolo Pettini dovrà difendersi dall’accusa di lesioni e minacce di morte nei confronti della ex compagna (assistita dall’avvocato Barbara Volpi). La vicenda prende le mosse nel 21 marzo del 2010 quando, nel corso di una discussione, la donna (una ucraina di 40 anni) secondo quanto da lei stessa denunciato, ai carabinieri, venne colpita con un forte pugno al volto e con un calcio alla schiena. Questo le provocò contusioni multiple e un referto di 30 giorni. Alle botte poi sarebbero seguite le minacce: “ti ammazzo, ti stacco la testa, ti rimando al tuo paese”. Questo quanto le avrebbe urlato l’ex compagno. Dopo questo episodio la quarantenne pose fine alla convivenza e denunciò l’accaduto. L’uomo, allora, l’avrebbe minacciata di morte: “tanto ti levo dal mondo, vedi cosa ti faccio, ti faccio a pezzi”. Nell’ottobre dello stesso anno la donna si recò a casa per ritirare del denaro per fare un regalo di compleanno, e anche in quell’occasione, secondo quanto da lei dichiarato, sarebbe stata minacciata di morte dal compagno che le chiedeva di ritirare la querela avanzata nei suoi confronti. L’avrebbe poi sbattuta contro il muro e colpita con pugni sulla schiena, sulle spalle e alle braccia. Dopo la visita al Pronto soccorso il referto, a causa delle lesioni subite, fu di 20 giorni. A quel punto scattò la denuncia ai carabinieri, e da qui prende avvio l’altra vicenda, quella legata alle accuse di concussione mosse nei confronti del maresciallo per il quale è stata disposta la richiesta di rinvio a giudizio. Ma le minacce non erano ancora terminate.
A luglio e ad agosto le telefonate che la donna riceveva dall’ex convivente erano di questo tenore: «Guarda bene come ti muovi perché ti spacco la testa, io ti ammazzo perché voglio vederti morta”. «Non ti libererai di me, sarò il tuo incubo, tornerai in Ucraina ma dentro una bara di legno e sarò io a metterti dentro». Stesso tono della telefonata agli inizi dei febbraio: stesse minacce di morte. La vicenda è finita nel fascicolo del pm Alberto Dello Iacono: l’ex compagno della ucraina sarà a giudizio immediato all’inizio del prossimo mese di luglio. (a.v.)
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