Il dolore
«Regali? Si era offerta lei di comprarli»
La difesa del maresciallo: quei pc e telefonini la donna avrebbe dovuto acquistarli nel magazzino del fratello in Russia
CARRARA. Alla vigilia dell’udienza preliminare che dovrà decidere sul rinvio a giudizio o meno del maresciallo dei carabinieri sotto accusa per concussione, la difesa si prepara a dare battaglia. Smontando l’attendibilità della fonte accusatoria, ossia della donna ucraina che si era rivolta al comando dei carabinieri per sporgere denuncia contro l’ex convivente.
Non solo, l’avvocato Giovanna Barsotti (che tutela il maresciallo Ivano Rotili, ora in pensione) cercherà di far chiarezza su quei “regali”, telefonini cellulari, Iphone, videocamera e computer portatili che - stando all’accusa - sarebbero stati richiesti dal carabiniere per proteggere la donna dopo la denuncia. In realtà, da quello che si profila dalla linea difensiva, e che verrà esposta al giudice, quegli oggetti (di cui nella richiesta di rinvio a giudizio si fa una lista dettagliata)sarebbe stata la donna stessa ad offrirsi di comprali, dopo aver ricevuto i soldi dal maresciallo - si parla di 500 euro - a prezzo scontato presso un magazzino che il fratello di lei aveva in Russia.
Insomma al vicenda, come già avevamo annunciato, è complessa e tocca delle corde molto delicate.
Tutto ha preso le mosse, infatti, da una denuncia (la seconda) che la quarantenne ucraina ha presentato alla Guardia di Finanza nei confronti del maresciallo a cui si era rivolta, nel marzo di quattro anni fa dopo essere stata picchiata e minacciata dall’ex convivente.
Secondo la donna il maresciallo avrebbe cominciato a chiederle prima un computer portatile, dicendole- secondo quanto lei stessa ha dichiarato e che è stato messo agli atti - “io ti aiuto ma tu mi devi fare avere un computer. Devi farmelo avere e basta, io mi sto impegnando per proteggerti da un tipo come il tuo ex”.
La lista delle richieste sarebbe poi proseguita con un Iphone, un altro pc portatile e un cellulare da regalare alla moglie per Natale.
Ma è proprio questo l’aspetto su cui punterà la linea difensiva del maresciallo, sostenendo in sede di udienza preliminare, che quel telefonino ma anche la videocamera e il pc portatile erano regali che il carabiniere voleva fare per Natale alla famiglia. E per questo aveva colto l’opportunità che la donna gli avrebbe offerto per avere gli oggetti a prezzi scontatissimi.
Insomma due versioni contrastanti su cui dovrà esprimersi il giudice per decidere se rinviare a giudizio il maresciallo. L’ipotesi di reato che gli viene contestata, lo ricordiamo, è quella di concussione aggravata dalla sua posizione di pubblico ufficiale.(a.viv.)
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