La manifestazione
Caos poste a Marina le lamentele dei professionisti
Un lungo elenco di segnalazioni di disservizi: il problema è maggiore quando il postino di zona viene sostituito
MARINA DI CARRARA. Professionisti e imprese di Marina di Carrara sono ormai da tempo sul piede di guerra con le Poste e hanno preparato un pro-memoria, quasi un dossier di disservizi che ci hanno recapitato. Una lunga serie di doglianze.
Il disservizio è massimo, si fa notare, quando il postino titolare è in ferie o in malattia e viene sostituito dal colleghi magari di altre città: a qualcuno è accaduto che la zona di viale Galillei e via Cavallotti venisse coperta da personale proveniente da Pisa con le ovvie difficoltà di chi non conosce neppure le strade.
«L'angoscia - spiegano i professionisti - è legata al fatto che veramente se il postino non ti trova (o non ti vuol trovare?) inizia la caccia alla lettera che spesso segue giri incredibili (non risultanti in rete) prima di poter essere rintracciata. Sia chiaro - specificano i promotori della protesta - non è una reprimenda sui portalettere ma su chi organizza il loro lavoro e li sottopone a ritmi massacranti in aree sempre più vaste e spesso a loro “sconosciute”. Sappiamo quanto sia importante per il postino conoscere luoghi e persone per poter svolgere al meglio e senza rischi il lavoro in tempi utili (sempre più spesso si vedono portalettere vagare nelle ore pomeridiane alla ricerca di un indirizzo)». Si ricorda che il Portalettere svolge funzione di incaricato di pubblico servizio e l'avviso di ricevimento gode della medesima forza dal punto di vista giuridico di cui è dotata la relazione di una notifica eseguita da ufficiale giudiziario.
Avvisi di giancenza. Il punto - si aggiunge - è che «il postino lascia spesso avvisi di giacenza nella cassetta postale senza prima accertarsi se vi sia qualcuno che possa ricevere la raccomandata, causando inutili ed ingiusti sprechi di tempo per ritirare la stessa all’ufficio postale. Il postino non suona più due volte……e neppure una! Probabilmente a causa della fretta dettata dal troppo gravato carico di lavoro». Altro problema: «Accade qualche volta che il postino, il quale effettivamente non trovi nessuno cui consegnare la raccomandata, non lasci affatto l’avviso di giacenza nella cassetta postale o non si curi che lo stesso sia “finito” all’interno della cassetta, causando disagi e problemi facilmente intuibili. Sono stati lamentati avvisi trovati sul marciapiede o in cassette di persone diverse dal destinatario (specie se aventi cognomi uguali) o mai rinvenuti».
Raccomandate. Altra segnalazione: «Troppo spesso le poste perdono traccia delle raccomandate non consegnate al destinatario perché irreperibile (e ciò che risulta nel sito internet delle Poste dedicato alla tracciabilità della corrispondenza non è aderente alla realtà). La legge prevede che le raccomandate debbano rimanere in giacenza per 30 giorni presso l’ufficio postale (al destinatario è rilasciato il cosiddetto “avviso di giacenza”), prima di essere quindi riconsegnate al mittente qualora nei 30 giorni il destinatario o un suo delegato non venga a ritirarle. Purtroppo - si fa notare - non è inusuale che dopo la scadenza del termine di giacenza possano passare intere settimane senza che la raccomandata sia riconsegnata al mittente, il quale, recandosi a chiedere delucidazioni all’ufficio postale che dovrebbe avere in giacenza la raccomandata, si sente rispondere di “provare a sentire il centrale ufficio C.P.O. di Massa”. Inizia a questo punto un pellegrinaggio che spesso dura settimane».
A detta di imprese e professionisti che protestano, «I problemi si aggravano se è interessato un atto giudiziario, per la cui giacenza in caso di irreperibilità del destinatario la legge prescrive un tempo di 180 giorni. La stessa legge prevede però che dopo 10 giorni di giacenza sia inviato dall’ufficio postale al mittente un avviso di avvenuta giacenza (la “cartolina verde”), necessario allo stesso per poter proseguire la propria azione giudiziale. Capita molto spesso che tale fondamentale avviso sia consegnato non nel termine di 10 giorni (e nemmeno con un seppur incomprensibile lieve ritardo) ma dopo varie settimane».
Il caso via Rinchiosa. C’è inoltre il caso di via Rinchiosa «che da tempo risulterebbe non avere un portalettere dedicato con inevitabili ripercussioni sul servizio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google