Il dolore
«Scelte suicide sulle Rsa quelle fatte da Varese»
Enzo Mastorci (Cisl) sul presidente della Società della Salute: con colleghi sindaci ha causato la riduzione di ore lavoro e poi lasciato a noi la patata bollente
PODENZANA. Enzo mastorci, segretario generale Cisl Fp Massa Carrara, replica a Riccardo Varese in merito alla questione Rsa.
«Non è la prima volta che il presidente uscente della SdS risponde alla Cisl Fp in modo scomposto - esordisce Mastorci - così dimostrando, visti anche i recenti fatti emersi alla cronaca, di conoscere poco anche il suo territorio. Come presidente ha la responsabilità politica di aver avvallato scelte suicide sulle Rsa e ora se ne stanno valutando gli effetti, con una riduzione di ore dei lavoratori. In questi mesi, il presidente, così come altri lungimiranti sindaci lunigianesi, ha lasciato la difficile partita nelle mani del sindacato. La prima scelta suicida è quella di avere voluto e avvallato l’apertura della Rsa di Bagnone: 30 posti letto in aggiunta a quelli che già esistevano e e nel momento in cui venivano meno 100 posti letto convenzionati con la Asl spezzina. Anche quando la Cisl chiese un intervento per sostenere le Rsa private che stavano subendo il contraccolpo di questa perdita, Varese si scagliò contro la Cisl. E quando la Cisl chiese un intervento presso la Regione Liguria per fare sinergia e vedere se si potevano mantenere anche in parte le convezioni con la Asl di Spezia, tutti snobbarono questa richiesta dicendo che non vi era nulla da fare: peccato che qualche mese fa solo due strutture su 11 hanno potuto beneficiare di 40 nuove convenzioni liguri».
Mastorci poi alza il tiro: «Entrando nel merito delle dichiarazioni di Varese, vorremmo far notare che la Rsa di Fivizzano è scesa da 60 a 50 ore giornaliere di assistenza alla persona: a noi pare un forte peggioramento del servizio oltre a una diminuzione della richiesta lavoro, ma evidentemente. A tale proposito ci aspettiamo un intervento dei sindaci lunigianesi. Quando il presidente, probabilmente a nome di altri, dice di aver mantenuto in Lunigiana gli infermieri Asl evidentemente non è stato informato che la gestione infermieristica non è Società della Salute, ma dell’Asl. L’unica verità è che il dottor Mario Guastalli aveva un preciso impegno delegatogli dalla direttrice De Lauretis, adempimento non mantenuto e dalla Cisl contestato. Sarebbe comunque sufficiente che i ben pagati dirigenti della SdS, per scaricare le proprie responsabilità, non lanciassero allarmismi proprio verso i lavoratori della Comunità Tiziano e anche verso gli infermieri del Cim di Aulla coinvolti nel Servizio di pronta disponibilità notturna. La proposta organizzativa è assolutamente aziendale. Il presidente dovrebbe sapere che l’organizzazione del lavoro spetta all’Asl, non alla SdS, e la proposta di occupare i tre infermieri della Asl presso la Tiziano è stata avanzata dalla Asl mentre la Cisl ha chiesto soltanto precise garanzie per la loro professione e per la loro dignità personale. La Lunigiana dovrebbe preoccuparsi da quanto dichiarato dalla direzione Asl che ha ammesso che entro due anni verranno aperte le Rsa sulla Costa: è forse saltato il Piano territoriale che vede la Lunigiana come polo dei Servizio socio sanitari?».
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