Trasporti
Per proteggerla chiedeva computer e telefonini
Maresciallo dei carabinieri accusato da una donna di concussione: si era rivolta ai carabinieri dopo le violenze ricevute da parte del convivente
Si era rivolta al comando dei carabinieri per denunciare le botte e le minacce, continue, del convivente. Ma, secondo quanto la donna, una ucraina di 40 anni, ha dichiarato alla Guardia di Finanza, non aveva trovato protezione. La sua denuncia sarebbe rimasta sepolta in un cassetto e per lei era cominciato un altro incubo. Fatto di richieste continue: computer portatile, i-phone, addirittura un telefono cellulare da regalare alla moglie. Questo avrebbe preteso (sempre secondo l’accusa, assistita dall’avvocato Barbara Volpi) il maresciallo dei carabinieri dalla donna, per garantirle protezione.
“Per avere bisogna dare, funziona così”: questo le avrebbe ripetuto più volte il militare. E le accuse avanzate dalla donna, che ha sporto denuncia alla Guardia di Finanza, sono state fatte proprie dalla Procura della Repubblica che ha chiesto il rinvio a giudizio per il maresciallo.
L’ipotesi di reato contestata è quella di concussione. Alla vigilia dell’udienza preliminare la difesa del carabinieri (è assistito dall’avvocato Giovanna Barsotti) annuncia che ha intenzione si dimostrare l’inattendibilità della fonte accusatoria e per farlo si avvarrà di una settantina di testimoni.
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