Il Tirreno

In manette 4 gestori di case a luci rosse

In manette 4 gestori di case a luci rosse

Uno abita a Carrara. Avevano trasformato in alcove con prostitute due appartamenti alla Spezia

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LA SPEZIA. Manette ai polsi a quattro persone, tre uomini e una donna, tra cui un pizzaiolo, carrarese di adozione, per sfruttamento della della prostituzione.

Il Nucleo investigativo dei carabinieri della Spezia ha infatti arrestato, in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare messa dal gip del Tribunale della Spezia, coloro i quali sono accusati di aver gestito due case di appuntamento in pieno centro città.

Si tratta di Jane Wanjiru Gichuru, 36 anni, nata in Kenya e residente alla Spezia, cittadina italiana; Alessandro Bertocci, spezzino 45enne; Franco Lualdi, spezzino di 72 anni, residente a Carrara; Emidio Rebizzo, spezzino di 59 anni.

Il giudice per le udienze preliminari della Spezia, Marta Perazzo, su richiesta della locale Procura, Federica Mariucci, ha condiviso pienamente gli esiti investigativi acquisiti dai carabinieri nel corso di una articolata indagine avviata nello scorso anno.

Partendo da segnalazioni pervenute al “112” da cittadini, è stato individuato un primo appartamento dove veniva esercitata l’attività di prostituzione.

Le iniziali indagini, condotte attraverso l’assunzione di informazioni dalla clientela, dal monitoraggio dei siti Internet che pubblicizzano incontri, hanno consentito di avviare anche intercettazioni telefoniche.

Le complessive investigazioni hanno permesso di appurare che le quattro persone poi arrestate erano dedite allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione di donne di origine sudamericana in due appartamenti in centro città.

Già nello scorso agosto, Rebizzo e Lualdi avevano sottoscritto un contratto di locazione di un appartamento ciascuno (Rebizzo in via Napoli, Lualdi in via Carando), destinandolo all’esercizio della prostituzione, mentre la Gichuru provvedeva al reperimento delle prostitute e all’organizzazione dell’avvicendamento delle stesse all’interno delle case a luci rosse, nonché al soddisfacimento di ogni altra necessità di tipo logistico e alla riscossione della somma di denaro pattuita con le prostitute, quale prezzo per l’esercizio del meretricio in quegli appartamenti (400 euro a settimana per prostituta). Bartocci risulta invece aver coadiuvato la Gichuru nell’attività gestionale delle case.

I quattro sono stati posti agli arresti domiciliari presso le rispettive residenze anagrafiche.

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