Finanza
Imprese e coop a braccetto nel terziario
MASSA. Il mondo delle imprese, operanti nel settore del commercio, del turismo e dei servizi, e quello delle cooperative da oggi viaggeranno insieme grazie alla sottoscrizione di un protocollo d'intes...
MASSA. Il mondo delle imprese, operanti nel settore del commercio, del turismo e dei servizi, e quello delle cooperative da oggi viaggeranno insieme grazie alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa. Obiettivo: creare un nuovo modello di impresa e sindacato. La firma tra Confcommercio Massa Carrara e l'Associazione Generale Cooperative Italiane di Massa Carrara e Lucca (Acgi) è arrivata ieri e già si prospetta come un accordo storico - sicuramente il primo sul territorio - che cercherà di risolvere le numerose difficoltà economiche e occupazionali presenti su tutta la provincia.
Il primo passo? Creare una nuova filiera: «Come associazioni vogliamo evolverci - spiega il presidente della Confcommercio Norberto Ricci - dobbiamo unirci e arrivare ad una centrale di filiera, un sistema cioè che possa partire dalla produzione ed arrivare fino alla commercializzazione del prodotto. Tutto questo dovrà essere realizzato attraverso un potenziamento dei servizi interni, soprattutto cercando di dare all'impresa una copertura a trecentosessanta gradi». Una scommessa non facile, che dovrà essere tutta giocata sulla comunicazione e sulla collaborazione tra le due associazioni, e che potrà sconfinare anche su campi e settori nuovi. Un esempio? Da oggi - spiegano i due soggetti firmatari - nessun limite nella partecipazione alle gare d'appalto sull'assegnazione delle cave. Ma non è finita, in futuro si potrà pensare anche ad uno scambio di servizi tra imprese come pagamento alternativo alla liquidazione in denaro. Insomma, per risollevare il tessuto imprenditoriale serve spirito d'iniziativa e una buona dose di coraggio, ma anche una maggior tutela delle aziende e dei lavoratori. E questo è l'ultimo obiettivo previsto dal protocollo: «Abbiamo tante eccellenze e attività sane che lavorano sul territorio - spiega Piercarlo Alberti, presidente della Agci - dobbiamo aiutare tutte queste realtà che oggi rischiano di scomparire. Mi riferisco alle gare fatte a livello nazionale e al fenomeno del sub appalto. In questo modo si va a eliminare quel piccolo indotto garantito da strutture locali in modo fiduciario, si dissolve la qualità del servizio, infine si determina un abbassamento degli stipendi». (A.P.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google