Sicurezza
Investimenti per le scuole del territorio
Roberto Reggi (istruzione) e Cosimo Ferri (giustizia) promotori della tavola rotonda per fare il punto con i sindaci
PONTREMOLI. Scuola e territorio come punti simboli della volontà del rilancio economico del Paese. Non si sa se è imputabile al “ciclone” Matteo Renzi che in poche settimane pare aver scardinato tutti i protocolli della politica, ma ieri pomeriggio alle Stanze del teatro della Rosa, all’incontro con il sottosegretario dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Roberto Reggi, erano presenti praticamente tutti i sindaci della Lunigiana: ovviamente Lucia Baracchini nel duplice ruolo di “padrona di casa”, e ancora Lino Mori, sindaco di Filattiera, Claudio Novoa (Mulazzo), Paolo Grassi (Fivizzano), Pietro Cerutti (Villafranca), Oriano Valenti (Tresana), Enzo Manenti (Licciana), Gianfranco Lazzeroni (Bagnone), Riccardo Ballerini (Casola) e il vice sindaco di Zeri, Andrea Benelli.
Ma non solo: presenti all’appuntamento anche il commissario provinciale, Osvaldo Angeli, il sindaco di Brugnato, Claudio Galante e l’assessore alla cultura e alle pari opportunità del Comune di Carrara, Giovanna Bernardini, assieme a numerosi rappresentanti del mondo della scuola e dell’istruzione, per fare "il punto" sul piano di investimenti sull’edilizia scolastica promossi dal Governo.
Insomma, potenza del neo premier e anche della sua squadra visto che assieme al sottosegretario Reggi era presente un altro membro della squadra di Governo, il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri. Ed è stato proprio Ferri che ha aperto l’incontro sottolineando l’importanza che il presidente Renzi ha messo nel mondo scolastico. Un concetto fortemente ripreso e ampliato dal sottosegretario Reggi che ha ribadito come per Renzi le tre priorità siano «la scuola, poi la scuola e infine la scuola».
Un concetto per far capire come l’obbiettivo è far sì che da settembre le infrastrutture scolastiche siano «sicure e funzionanti e se possibile anche belle». Il sottosegretario è poi entrato nel merito di come il Governo intende affrontare la questione degli investimenti nell’edilizia scolastica: «abbiamo ipotizzato tre possibili scenari in cui si trovino i Comuni».
Prima ipotesi: i Comuni hanno un progetto e anche le risorse disponibili, ma sono frenati dal Patto di stabilità. Una problematica che idealmente legava Pontremoli con Berlino visto che proprio nelle stesse ore Renzi si trovava in Germania per discutere con la cancelliera Angela Merkel proprio dell’ipotesi di sbloccare il Patta di stabilità per l’edilizia scolastica e per intervenire sul dissesto territoriale. «Una volta ottenuto questo risultato, e le premesse sono assolutamente positive – assicura Reggi – i cantieri possono partire la mattina successiva».
Seconda ipotesi: Comune con progetto pronto ma senza risorse disponibili. Il Governo in questo caso si attrezzerebbe per attivare le risorse bloccate «basti pensare che per questo capitolo di spesa l’Europa ci ha destinato 1.700 milioni e al momento ne sono stati spesi 270mila. Oltretutto questi soldi devono essere utilizzati entro il 31 dicembre 2015».
Infine la terza ipotesi: Comune senza progetto e senza soldi. In questo caso il Governo si assumerebbe l’onere di agevolare la realizzazione di un progetto di recupero e di incanalarne nei finanziamenti previsti. I sindaci sono intervenuti con parole di apprezzamento sull’iniziativa anche se non sono mancati stimoli e pungoli per non dimenticarsi delle difficoltà del territorio montano e particolarmente colpito, sia da un punto di vista sismico che alluvionale.
Riccardo Sordi
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