Attenzione
Bienaimè: assurdo aspettare la regione
Intervento sul marmo: «La consulta parla chiaro, è il Comune che sul settore ha potestà legislativa»
CARRARA. «Apprendiamo che il Pd di Avenza sollecita l'intervento regionale per la futura legge che regolamenterà il settore», scrive il consigliere comunale di opposizione Claudia Bienaimè (foto), ma a suo avviso è un errore aspettare. E fa un excursus: «In primo luogo la confusione legislativa è stata generata dal solo comune stante l'autonomia legislativa determinata dal Regio Decreto del 1927; le amministrazioni comunali, dopo il 94 data del primo regolamento ad opera dell'amministrazione Contigli hanno aggiunto e affastellato norme con l'unico obiettivo, oramai acclarato, di ristabilire, in maniera surrettizia, le leggi estensi dichiarate obsolete e non più attuali sia dalla realizzata unità di Italia che in seguito dalla sentenza della corte costituzionale del 95. Sentenza che invitiamo a leggere stante che è da qualche mese anche a conoscenza del l'assessore Pd al marmo e quindi sarà di facile reperimento». E aggiunge, in merito alla legge regionale. «In primo luogo dal momento che i beni stimati rappresentano un falso storico ci chiediamo come una legge regionale possa cancellarli, sarebbe come affermare che non esiste più la mezzadria o la schiavitù, in secondo luogo la legge nazionale stabilisce l'autonomia regolamentare del comune. Nel 95 il governo sollevò conflitto di competenza nei confronti della legge regionale toscana (104 del 95) e una delle questioni sollevate era che la legge regionale avrebbe leso l'autonomia legislativa del comune. La corte ribadì che l'autonomia del Comune riconosciuta dalla legge nazionale non era stata lesa in primo luogo perché la legge regionale definiva dei principi a cui attendersi, e non regolamentava il settore che rimane di competenza del comune e infine la legge regionale era intervenuta solo dopo l'approvazione del regolamento del comune rispettandone in questo modo l'autonomia. Acclarato questo aspetto chiediamo al PD e all'amministrazione di cessare questo continuo richiamo al ruolo della regione (che oltretutto non ha nessuna intenzione di procedere ad approvare una nuova normativa non essendoci nè volontà politica nè i tempi necessari) che non fa altro che farci perdere tempo. La competenza di regolamentare il settore è del comune, con efficacia analoga a quella della legge - afferma la corte costituzionale». Pertanto, sollecita la Bienaimè: «Si proceda subito ad applicare le norme dell'attuale regolamento, a tutti gli agri marmiferi; si interrompa qualsiasi trasferimento di diritti estensi sugli agri (ad oggi mancano le concessioni); si faccia una ricognizione delle società che attualmente stanno lavorando le cave; si eliminino le storture e norme che non si confanno a un modello economico moderno e rispettoso dell'ambiente; si emettano le concessioni. Basta parole passiamo ai fatti».
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