La protesta
«Ricordiamo lo scultore Riccardo Rossi»
MASSA. «Trentuno anni fa, il 17 marzo 1983, ci lasciava Riccardo Rossi, lo scultore "de cà nostra", come lo avrebbe definito il compianto Mario Germani, ma che "cà nostra" non ha ancora provveduto a...
MASSA. «Trentuno anni fa, il 17 marzo 1983, ci lasciava Riccardo Rossi, lo scultore "de cà nostra", come lo avrebbe definito il compianto Mario Germani, ma che "cà nostra" non ha ancora provveduto a quel riconoscimento ufficiale cui avrebbe invece diritto». Così l’editore Franco Frediani ricorda Rossi e chiede attenzione.
Rossi si diploma all’Istituto d’arte negli anni Trenta e subito mette su un piccolo studio di scultura, ma il servizio militare prima e la guerra d'Africa poi lo terranno lontano da casa, poi la second aguerra mondiale.
«Al termine della guerra - ricorda Frediani - Rossi oltre al laboratorio di scultura, si dedica all'insegnamento che porta avanti all'Istituto d'Arte di Massa, con brevi parentesi in quello di Perugia e di Carrara. Mai comunque abbandonò l'attività scultorea. La sua produzione, vastissima, è disseminata un po’ in tutta la provincia, ma non solo, e le sue opere sono sotto gli occhi di tutti : dal Mercurio nell'omonima piazza al san Francesco in viale Chiesa, solo per citarne due. Per quanto ha dato, poco ha ricevuto e sarebbe invece il momento di rimediare. Perchè non intitolargli una strada, magari quella via Sopramonte che per tanti anni accolse il suo laboratorio ?»
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