Gioco
Attentati anarchici Fai, spunta una pista apuana
La cellula genovese aveva cercato adesioni anche a Massa senza trovarne Bombe nelle caserme dei carabinieri e minacce all’ex sindaco Cofferati
MASSA-CARRARA. La cellula anarchico insurrezionalista scoperta a Genova qualche settimana fa voleva mettere radici anche nella provincia apuana, soltanto che il tentativo di convincere massesi e carrarini a far parte di un progetto eversivo è andato in fumo. Nessuno ha aderito agli attentati ideati tra Liguria, Toscana ed Emilia tra il 2003 e il 2005. E neppure agli altri rimasti sulla carta previsti negli anni successivi. La scoperta del tentativo di affiliazione l'ha fatta la procura di Genova indagando su cinque gesti dinamitardi, compiuti nel capoluogo ligure e anche a Bologna e a Parma. Sono state le intercettazioni telefoniche e ambientali a rivelare le intenzioni di espandersi della cellula anarcoinsurrezionalista. La stessa mente - secondo il sostituto procuratore Federico Manotti, per anni in forza nella procura apuana - ha scritto le rivendicazioni, firmate dalla "Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini", e ha confezionato le buste esplosive e i pacchi bomba destinati alle caserme dei carabinieri di Voltri e di Prà, poi al Ris di Parma e all'ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati.
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