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Tasi, un’incognita con rischio stangata

Tasi, un’incognita con rischio stangata

Il Comune simula l’impatto della nuova imposta, si temono aumenti su case di minor valore e negozi

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MASSA. La nuova tassa si pagherà a giugno e l’impressione è che, comunque vada, sarà una stangata. Almeno per qualcuno. La Tasi – cioè la tassa sui servizi comunali come manutenzione di strade e marciapiedi, illuminazione e parchi che sostituirà l’Imu – sta prendendo forma negli uffici del Comune. Il governo ha dato di recente il via libera all’innalzamento del tetto massimo dell’aliquota che passa dal 2,5 per mille al 3,3 per mille per le prime case, con un balzo dello 0,8 per mille. Spariscono, invece, almeno nella formulazione rigida dell’Imu, le detrazioni fisse per tutti di 200 euro pe rla prima abitazione e di 50 euro per ogni figlio. Queste detrazioni saranno probabilmente reintrodotte, anche se ancora non è chiaro in quale misura. Secondo le prime simulazioni compiute da centri studi e associazioni di categorie, così come è concepita ora la Tasi andrebbe a colpire le abitazioni con rendita più bassa, le famiglie con figli ma anche diverse categorie di attività commerciali e produttive. Mentre sarebbero avvantaggiate (nel senso di una diminuzione della tassa rispetto alla vecchia Imu) le priome case con rendita catastale alta. I Comuni avranno comunque la possibilità di modulare l’impatto agendo su aliquote ed eventuali detrazioni o esenzioni in modo da rendere più equilibrata la tassazione.

Ed è quel che l’amministrazione di Massa sta facendo. «Stiamo lavorando, con ripetute simulazioni su diverse tipologie di contribuenti e nelle prossime settimane vareremo le tariffe», dice l’assessore alle Finanze Giovanni Rutili.

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