Sicurezza
«C’è paura di affittare e anche di aprire attività»
Il presidente degli agenti immobiliari Caliolo: troppe incertezze sul futuro Nando Guadagni di Confesercenti: banche e tasse non aiutano le imprese
CARRARA. Felice Caliolo presidente provinciale degli agenti immobiliari dice che i valori degli immobili hanno avuto un calo, ma evidentemente non basta a risollevare le sorti del commercio in città: «Secondo me la motivazione principale è la mancanza di volontà a iniziare un’attività, anche se i fondi commerciali costassero di meno. C’è la paura a fare impresa in mancanza di certezze sul futuro, per cui prevale la prudenza: “sto fermo e attendo”. Sia su Massa che su Carrara ci sono molti fondi chiusi. La via d'uscita dovremmo averla dalle amministrazioni e dal governo. I Comuni potrebbero incentivare l’apertura di nuove aziende, abbassando la tassazione». Male amministrazioni lamentano bilanci già all’osso.
«Oggi fra i pochi che tentano di fare qualcosa, ci sono anche persone che hanno perso il lavoro – dice Caliolo - e che provano ad aprire un’attività in proprio, e poi si rendono conto che la situazione resta difficile. Il settore immobiliare è statico e la possibilità di calare gli affitti – spiega Caliolo - non sempre trova disposti i proprietari: tanti preferiscono tenere vuoto il proprio fondo e in tanti non arrivano a chiudere operazioni di affitto perché non si fidano di chi può entrare nel fondo, cioè temono che poi l’affitto non venga versato. Così ci sono anche proprietari che per concedere i loro fondi a qualcuno, chiedono fidejussioni bancarie per avere garanzie. Ma se ci mettiamo nei panni di chi vorrebbe avviare un’attività in un fondo commerciale, ottenere dalle banche le fidejussioni non è così semplice».
«Sì – dichiara Nando Guadagni presidente di Confesercenti – la crisi è forte a Carrara, i fondi costano. I proprietari anziché venire incontro agli affittuari, al rinnovo delle locazioni magari le aumentano. Invece occorrerebbe un calo degli affitti. E poi c’è il problema della restrizione del credito, un grande peso per le aziende che faticano a farsi rinnovare i fidi». Guadagni fa un appello alla politica affinché faccia pressioni per un allargamento del credito, «perché la banche allentino la morsa». «La politica che può, si muova». Dice che localmente le vendite hanno subito un calo del 30-40 per cento. «E poi il Comune dovrebbe venire incontro ai negozianti; qua basta mettere un cartello, che spunta l’Ica (l’imposta sulle affissioni). C’è troppa pressione fiscale e bisogna che tutti capiscano che se i negozi chiudono i battenti, ci saranno anche meno entrate per il Comune».(c.car.)
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