Finanza
Acca, cercasi sede disperatamente
L’associazione contro i disturbi alimentari segue ogni anno circa 100 persone
CARRARA. Un centinaio di persone assistite ogni anno, soprattutto donne residenti tra Carrara, Massa e Montignoso, alle quali vengono messe a disposizione le consulenze di esperti e professionisti nel campo della psicoterapia e dell’alimentazione: Acca, l’Associazione per la Cura del Comportamento Alimentare, è attiva dal 1996 sul nostro territorio ed è diventata un punto di riferimento per chi, e sono in tanti, soffre di disturbi legati all’alimentazione. Insieme a Cesvot, l’associazione Acca ha celebrato ieri la terza giornata nazionale del “Fiocchetto Lilla” lanciando un appello al Comune di Carrara e alla Asl1: «Da soli non ce la facciamo più, ci serve subito una sede» ha dichiarato la presidente Rosanna Viaggi.
Sono almeno un centinaio le persone che ogni anno si rivolgono all’associazione Acca per problemi legati all’alimentazione: nella maggior parte dei casi si tratta di donne, il 30% ha tra i 18 e i 30 anni, il 35% ha tra i 31 e i 40 anni e un altro 25% è compresa nella fascia di età che va tra i 41 ai 50 anni. Il bacino di utenza dell’associazione è soprattutto quello dei comuni di costa, con il 75% dell’affluenza che arriva da Carrara, Massa e Montignoso. La metà di loro parte arriva all’associazione tramite il passaparola, in un rapporto difficile da costruire e basato soprattutto sul consolidamento della fiducia con gli operatori: presso la sede di Acca, in Via VII Luglio, le persone in difficoltà trovano volontari esperti, con anni di attività alle spalle ed esperti, specializzati nei settori della psicoterapia e dell’alimentazione. Un lavoro, quello svolto dall’associazione Acca che integra e completa i servizi offerti dalle istituzioni, siano essi la Asl1 o il Comune, ma su cui pesa un’ombra grossa come una casa: la mancanza di una sede definitiva. A lanciare l’appello è stata la presidente dell’associazione Rosanna Viaggi, ieri in occasione della terza giornata nazionale del “Fiocchetto Lilla”. Nel presentare il film-documentario “Ciò che mi nutre mi distrugge”, una pellicola che raccoglie le testimonianze di diverse persone affette da disturbi alimentari, realizzata da Ilaria De Laurentiis e Raffaelle Brunetti, la signora Viaggi ha lanciato un appello all’amministrazione comunale affinchè si prodighi per trovare una sede alla sua associazione. Dal 2008, infatti, le attività di Acca si tengono in un appartamento privato, con tutte le spese a carico della stessa associazione: «Il Comune ci metta a disposizione uno dei suoi spazi» ha chiesto la signora Viaggi, che recentemente ha sottoposto la sua richiesta anche al consiglio comunale di Carrara.
All’iniziativa di ieri ha partecipato anche Giuseppina Andreazzoli, assessore al Sociale e al Patrimonio: «L’amministrazione sta lavorando per trovare uno spazio adeguato, apprezziamo molto il lavoro di Acca ma per risolvere il problema serve una sinergia anche con la Asl» ha spiegato la Andreazzoli che però ha aggiunto: «In effetti abbiamo un problema di spazi per le associazioni. Ci sono un sacco di richieste e pochi locali da assegnare, anche perché dopo gli eventi calamitosi dello scorso anno, dal terremoto alle alluvioni, dobbiamo verificare quali siano le sedi davvero spendibili» ha ammesso l’assessore.
Cinzia Chiappini
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