Il Tirreno

«Un altro crollo, o si prescrive tutto»

di Alessandra Vivoli
«Un altro crollo, o si prescrive tutto»

Politeama, dopo l’udienza tecnica tutto rinviato al 16 maggio. L’avvocato Natali: si rischia di non farlo mai questo processo

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CARRARA. «O avviene un altro crollo del Politeama o questo processo finirà con la prescrizione».

A dirlo, fuori dai denti, in una pausa dell’udienza fiume di ieri, è l’avvocato Davide Angelo Natali, del foro di Milano. Nel procedimento relativo al crollo del 2011 assiste una delle venti parti civili, Riccardo Grassi. E ieri mattina, in un’udienza improntata sulle questioni tecniche e quindi ben lungi dall’entrare nel vivo (nella fase cioè in cui si comincerà a risentire i consulenti e i testi) ha espresso chiaramente il suo pensiero. «I tempi di prescrizione sono di sette anni e mezzo; di questo passo ci arriveremo».

Intanto, dopo l’udienza tecnica di ieri il giudice Garofalo ha respinto tutte le eccezioni ammesso le parti civili fatta eccezione per quella di Elisabetta Maria Caramatti (perché tardiva). Tutto è stato rinviato al prossimo 16 maggio: per quell’occasione il pm Alberto Dello Iacono dovrà citare un teste. Quindi (forse) si entrerà nel merito.

L’udienza. I legali (Michele Baldi dello studio Padovani) del Comune, citato e costituito come responsabile civile, che parlano di “mancanza di attualità del danno” per il crollo del Politeama (stiamo parlando di quello del 2011), perché la ristrutturazione non è ancora posta in essere, Suscitando la reazione degli avvocati delle parti civili: «Perché il Politeama è sotto gli occhi di tutta la città e di quelli che sono costretti a vivere fuori dalla loro casa» ha evidenziato l’avvocato Giovanni Altadonna. «Il mio cliente è pronto a vendere anche ora il suo appartamento - ha fatto notare ancora il legale Natali del foro di Milano, che assiste Riccardo Grassi- se qualcuno lo compra ci ritiriamo dal processo». La difesa (avvocato Luca Pietrini) dell’ingegner Giuseppe Fruzzetti che eccepisce l’inesistenza di “danni diretti”; in sostanza rimarcando che nel processo penale le parti civili possono richiedere risarcimento dei danni patiti sempre che siano di conseguenza e immediata e diretta. Non quindi - secondo il legale Pietrini - per un parere consuntivo, e non vincolante che il proprio assistito aveva dato vent’anni prima del crollo. La questione, tecnica, del decreto di citazione come responsabile civile della Caprice che sarebbe stato consegnato nei tempi agli ufficiali giudiziari, ma consegnato fuori termine di un giorno: non nei venti giorni previsti prima dell’udienza, ma solo 19. Sono state queste alcune delle eccezioni preliminari presentate nell’udienza di ieri, davanti al giudice Fabrizio Garofalo: in quella che avrebbe dovuto essere la riunione effettiva dei due procedimenti Politeama, quello relativo al crollo del 2008 e a quello del 2011. Nel foglio delle udienze, davanti all’aula penale erano segnati, infatti, solo due procedimenti: Silvestro Telara più altri (crollo del 2011) e Nella Pasquini più altri (crollo 2008).

Prima di procedere alla riunione era necessaria la fase delle eccezioni: al termine, intorno a mezzogiorno e mezzo il giudice si è ritirato. È tornato in aula alle 15 e 30 e ascoltato le eccezioni per il Politeama (atto primo) relative alla modifica del capo di imputazione e alla perizia che è stata dichiarata utilizzabile. Tutto è stato quindi rinviato al 16 maggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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