Il Tirreno

Se il bimbo preferisce l’orto al videogioco

Nove piccoli su 10 in Toscana sognano di giocare a fare il contadino: sarà uno dei temi di “Viva la Terra” a Carrarafiere

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CARRARA. La scuola? In Fattoria. Un modo moderno per studiare cibo e tradizioni. Si sta affermando una cultura del consumo consapevole nel rispetto della terra e dei suoi ritmi che si consolida attraverso un rapporto diretto con la campagna. Un tempo i saperi si tramandavano dai nonni ai nipoti, oggi è necessario recuperare il rapporto con la terra in un processo che coinvolge grandi e piccoli e che accresca nei giovani la cultura del cibo e delle tradizioni alimentari italiane, per una sana alimentazione e un comportamento rispettoso dell'ambiente.

Per realizzare questo processo sono state create le Fattorie Didattiche. «Nell'ambito di “Viva la terra” trasporteremo dalla campagna il modello produttivo e lo trasformeremo in modello didattico - dice il direttore di Carrarafiere Paris Mazzanti - per far conoscere le tante attività che si svolgono in campagna e nelle moderne aziende agricole. I primi fruitori di questo coinvolgimento sono i ragazzi con i genitori ma l'obiettivo è quello di far conoscere le attività agricole in una visione moderna capace di mettere in relazione la città e la campagna, lo sviluppo psico-fisico e il contatto con la natura attraverso una buona conoscenza del ciclo della vita e delle stagioni».

E poi, che dire: il sogno di un bambino può essere l’orto anziché il videogioco? Ebbene si. L'orto è meglio della Tivù per 9 bambini toscani su 10 che sognano di poter coltivare un piccolo orto e sarebbero disposti a rinunciare a cartoni animati e video games per "giocare" a fare il contadino.

Lo dice chiaramente un sondaggio realizzato da Coldiretti Toscana: 8 bambini su 10 non sono mai stati dentro una stalla e non hanno mai visto una mucca dal vivo mentre la metà non ha mai messo piede in un orto nonostante l'87% abbia dichiarato di sapere come è fatto ed il 74% di conoscere qualcuno, nella sfera familiare, che cura un terreno agricolo per la produzione e consumo domestico di ortaggi e frutta. Solo il 26% non ha amici o parenti con un orticello da coltivare. «A favorire il "contatto" con contadini professionali ed hobbisti, come i nonni in pensione, è senza dubbio - spiega Coldiretti - la diffusa presenza di terreni coltivati in quasi tutta la regione ma anche nelle città si stanno sempre più sviluppando gli orti urbani ed altre interessanti iniziative di condivisione degli spazi verdi. Abbastanza a sorpresa un'ampia percentuale del campione intervistato, pari al 31%, conosce bene almeno un prodotto agricolo per singola stagione mentre il 39% li conosce abbastanza. 4 su 10 non li conosce affatto». La conoscenza delle produzioni di stagione si scontra però con la pratica: il 50% non conosce le principali operazioni fondamentali per la preparazione e cura dell'orto, mentre solo 2 bambini su 10, potrebbe addirittura provare l'esperienza della gestione di un piccolo appezzamento di terra domestico in maniera autonoma. Ma c'è ancora tanto da fare per far conoscere ai bambini non solo i prodotti ma anche gli attrezzi della terra, come la zappa, l'annaffiatoio, il rastrello o la vanga. E proprio per "dissodare" questo terreno, fertile ma incolto, “Viva La terra!” in collaborazione con Coldiretti e grazie agli espositori, offre due giornate di iniziative, dimostrazioni, visite a fattorie didattiche realizzate in fiera ma anche lezioni per far conoscere i mestieri e i prodotti, non solo ai genitori ma anche ai bambini , i "consumatori consapevoli" di domani.

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