Il Tirreno

La Walton: ecco perché abbiamo il 34%

Caso Comunione dei Beni sociali di Vinca: «Le quote vanno calcolate sulla base di quaranta stipiti»

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VINCA. Dopo un lungo periodo di silenzio, la società Walton replica a distanza a quanto, in più occasioni, nelle ultime settimane ha sostenuto la "Associazione volontaria per la tutela dei beni e dei diritti degli appartenenti alla Comunione dei beni sociali di Vinca", l'associazione costituita nell'ottobre del 2012 da eredi legittimi - così sostengono - dei primi 66 cespiti, o stipiti familiari che nel lontano 1787 davanti al notaio Securani sottoscrissero i patti sociali "pel godimento dei beni di Vinca".

L'Associazione sta portando avanti una battaglia, anche in sede legale, per dimostrare che la Walton non avrebbe il 34 per cento delle quote della Comunione - acquisite a più riprese fino al 1929 - ma una percentuale inferiore: il 20 per cento, o addirittura solo il 10 per cento dei diritti di voto in assemblea considerando la complessa questione del "sopra suolo" (che sarebbe rimasto in capo ai venditori) e del "sottosuolo" (acquisito dalla Walton per la coltivazione delle cave del Sagro).

Il punto, ribattono alla Walton, storicamente soggetto di riferimento della Comunione, è che le percentuali e le quote non vanno calcolate sui 66 cespiti, testimoniati dall'atto davanti al Notaio Sicurani del 1787, ma sui soli quaranta stipiti rimanenti, protagonisti degli atti giudiziari e degli atti notarili svoltisi successivamente all'entrata in vigore delle leggi post-unità d'Italia: fra i quali, ad esempio, - sottolinea la Walton - «il lodo del collegio arbitrale del 1890 (su richiesta di di numerosi comproprietari) e dei risultati delle ricerche svolte, a seguito di specifico incarico del tribunale di Massa dal ragionier Giovanni Monzani». Tali documenti dimostrano, a detta della Walton, «e della stragrande maggioranza dei comproprietari, che gli stipiti rimasti sono 40, ed è su questi che occorre modulare i titoli di proprietà».

E ancora: «Lo statuto iniziale in vigore fino al 31 dicembre 1865 prevedeva che gli stipiti rappresentati da sole donne e gli stipiti rappresentati da soggetti che non avevano pagato le quote di partecipazione venissero considerati estinti; per tali ragioni - si ribadisce - gli stipiti ancora esistenti sono 40. Quando a inizio 900 e fino al 1929 la Walton ha acquisito quote di proprietà, è arrivata - sostiene - ad oltre il 34% di diritti di proprietà della comunione, sempre stimata sulla base di 40 stipiti». Percentuale fatta valere già nell'assemblea del 1990 che ha nominato gli amministratori rimasti in carica a lungo, e poi contestati da una parte, 8852 quote su 500mila totali, presenti all’assemblea del 28 luglio 2013 della comunione e oggi riuniti nell'Associazione.

Una vicenda intricata, sulla quale vi sono intrecciati ricorsi e controricorsi nelle aule del tribunale. Nel giro di qualche mese dovrebbero essere pubblicate ben tre perizie di altrettanti consulenti chiamati a derimere le questioni delle quote, della legittimità degli organi in carico e altro ancora. Con le difficoltà legate al dover ripescare atti che si perdono anche nel diciottesimo secolo.

(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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