Il Tirreno

Caso scarichi: Carrarafiere porta il Comune in tribunale

Caso scarichi: Carrarafiere porta il Comune in tribunale

Dopo un divieto di balneazione finirono nel mirino pozzetti in area Imm. La società sanzionata esclude responsabilità

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CARRARA. Un contenzioso fra l’ente locale e una sua partecipata: per una sanzione di seimila euro, finirà in tribunale.

La società in questione è la Imm Carrarafiere, che quei soldi non intende pagarli ritenendosi incolpevole, e per questo ha fatto ricorso citando in giudizio il Comune innanzi al tribunale di Massa.

L’ente locale reagisce al ricorso costituendosi in giudizio e si fa assistere dai propri legali avvocati Sonia Fantoni e Marina Vannucci. Dunque carte bollate fra il Comune e una sua partecipata.

Il Comune chiede a Carrarafiere di pagare la sanzione amministrativa di 6.000 euro per la vicenda degli scarichi di un paio di pozzetti situati in un piazzale all’interno dell’area Imm. Pozzetti che sono finiti nel mirino, cioè oggetto di verifiche tecniche, a seguito del divieto temporaneo di balneazione che era scattato lo scorso settembre nella zona di Marina ovest, nel periodo in cui nell’area Imm era in corso la September Fest.

Era stata rilevata durante sopralluoghi tecnici seguenti al divieto temporaneo di balneazione, di presenza di «acqua biancastra e maleodorante» in un canale affluente della Fossa Maestra, un canale che veniva dal piazzale di Carrarafiere.

Ma resta un giallo al momento non risolto, la presenza di un’alta percentuale colibatterica finita in mare, perché non riconducibile con certezza assoluta agli scarichi provenienti dall’area Imm (anche in riferimento a un wc chimico): nella relazione dei tecnici comunali e di Arpat, la conclusione era stata che gli scarichi nella fogna bianca della Imm potrebbero anche avere contribuito al superamento dei valori limite, e quindi al divieto di balneazione, tuttavia risulta difficile spiegare «l’elevatissima carica batterica» che fu rilevata in un campione, essendo stato riscontrato che non c’è collegamento con la fognatura nera del complesso Imm, né ci sarebbero collegamenti fra fognatura nera e bianca.

Scarichi di cucine della September Fest e il lavaggio del pavimento non sarebbero compatibili con l’alta carica batterica fecale riscontrata in un tombino.

Ma il Comune contesta alcuni aspetti: e nel dicembre scorso ha notificato a Carrarafiere e al presidente Fabio Felici un’ordinanza che ingiunge il pagamento di una sanzione amministrativa di 6000 euro, per violazione del decreto 152/2006, in quanto a seguito degli accertamenti svolti dal Settore ambiente del Comune e da Arpat, eseguiti il 5, 9 e 10 settembre 2013 nei piazzali della Imm e nel canale Fossa Maestra, «è stato accertato lo scarico all’interno delle rete fognaria delle acque chiare, di acque reflue domestiche provenienti dalle lavastoviglie e lavandini della Septemberfest in assenza dell’autorizzazione prevista dall’art. 124 del Dlgs 152/06».

Ma Carrarafiere ritiene di non avere responsabilità e quindi di non dover pagare quei 6000 euro, ed ha presentato ricorso, tramite il legale, avvocato Barbara Cucurnia.

«Abbiamo fatto ricorso contro la sanzione per tutelarci – dichiara il direttore di Imm Paris Mazzanti – Riteniamo di non avere commesso infrazioni. Il fatto che siamo una partecipata del Comune è irrilevante, ma non lo sono i seimila euro».

«Crediamo di non avere responsabilità rispetto a quel fatto», ribadisce il presidente Fabio Felici.

Secondo il ricorso presentato, l’ordinanza del Comune sarebbe «nulla», «illegittima» e «infondata». Viene chiesta la sospensione dell’ordinanza e la sua archiviazione. Il ricorso poggerebbe sul fatto che l’atto di ingiunzione di pagamento della sanzione amministrativa sarebbe di competenza della Regione e non del Comune; e soprattutto la società ricorrente proclama la propria buona fede, quindi respinge responsabilità, relativamente alla vicenda. Il Comune evidentemente ha ritenuto legittima l’applicazione della sanzione. Il tribunale deciderà.

Cinzia Carpita

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