Sicurezza
«Un anno senza mamma né colpevoli»
Marina Palma ricorda le ultime ore di vita della madre Marisa Morchi da lei trovata morta in casa il 14 marzo 2013
CASTELNUOVO MAGRA. Un anno fa, mani ancora ignote, uccisero la 77enne Marisa Morchi e poi infierirono brutalmente sul corpo.
Un omicidio ancora senza colpevoli e una famiglia, quella della figlia, Marina Palma, la cui vita è comprensibilmente mutata.
«Non ho mai dimenticato quei momenti, ma adesso che è un anno esatto da quell’atroce delitto, tutto mi rimbalza alla mente, provocando nuovo dolore» dice Marina Palma, la cui abitazione è a poche centinaia di metri da quella della madre, in via Palvotrisia, tutt’ora sotto sequestro.
«A parte le volte in cui sono dovuta tornare in quella casa accompagnata dagli inquirenti - dice - non sono mai più andata là. Troppi ricordi. Sono stata io, da sola, a trovare il cadavere martoriato della mamma, disteso sul pavimento. Per una frazione di secondo ho pensato a un malore, ma, vedendo il sangue e la mano quasi staccata, ho subito compreso la terribile verità. Me la avevano ammazzata, chissà per quali motivi. Era una donna di 77 anni che viveva per la figlia, i nipoti e la sua casetta con orto e giardino. La vita era tutto questo per lei e di questo si accontentava fin da quando, a 42 anni, rimase vedova, com me ragazzina da tirare avanti».
Un sospiro, una breve pausa e poi Marina riprende: «Ricordo bene l’ultima volta che l’ho vista e quella in cui abbiamo parlato al telefono. Era il 13 marzo, giorno in cui venne eletto Papa Francesco. La mamma era contenta di questo Papa e la sera prima del delitto, al cellulare, me lo aveva detto. Poi ci siamo salutate dandoci appuntamento al giorno dopo per il pranzo che, come ormai da anni, consumavamo assieme a casa mia. Ed è stato proprio all’ora di pranzo del giorno successivo che, non vedendola a casa mia, al mio rientro dal lavoro, ho pensato al peggio, forse un malore, non certo a quello che poi ho visto».
Una delitto misterioso che si è poi ammantato di un altro alone, dato che, pochi giorni dopo, ignoti sono penetrati nottetempo nell’abitazione di Marisa Morchi, violando i sigilli apposti dalle forze dell’ordine.
«Malgrado sia passato un anno - conclude Marina Palma - e che non ci siano ancora colpevoli, mantengo la massima fiducia nell’operato degli inquirenti. So che stanno lavorando anche sugli elementi raccolti dai Ris e spero doppiamente che tutto venga alla luce, sia per me e i miei figli, che per la gente del posto. Spero che questo mostro che continua a farci paura, venga scoperto e che le nostre vite, nei limiti del possibile, tornino alla normalità».
Fabrizio Palagi
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