Il dolore
Politeama, il processo entra nel vivo
Dopo la riunione dei procedimenti relativi ai crolli del 2008 e del 2011 oggi dovrebbero essere sentiti i primi consulenti
CARRARA. Due crolli (nel 2008 e nel 2011). Quindici impuati. Venti parti civili e un unico procedimento, riunito, che dovrebbe entrare nel vivo stamani in tribunale a Massa davanti al giudice Fabrizio Garofalo.
Ecco i numeri del processo Politeama che dopo l’avvio (della prima tranche, relativa al crollo del 2008 nella parte centrale) in tribunale a Carrara, il trasferimento a Massa e la riunione con l’altro faldone della vicenda giudiziaria, relativa al crollo del 2011 nell’ala di via Roma, e parecchi rinvii dovrebbe entrare nel merito. Il condizionale, naturalmente è d’obbligo.
Oggi si dovrebbe cominciare con la citazione dei responsabili civili per poi sentire i primi testi, dal momento che - lo ricordiamo - non è stato dato il consenso ad acquisire le deposizioni.
Su richiesta degli avvocati della difesa del “Politeama 1” (gli avvocati Francesco Borasi, Alessio Menconi, Luca Pietrini e Paolo Barsotti), non è stato dato il consenso all'utilizzo degli atti già acquisiti nelle udienze svolte in tribunale a Carrara davanti al giudice Cosimo Ferri. La norma, hanno fatto notare i legali, prevede che le prove dibattimentali debbano essere assunte davanti al nuovo giudice; ciò impone che dovranno essere risentiti tutti i testimoni, soprattutto tecnici.
Quindi si riparte davvero da zero.
La vicenda. La vicenda prende le mosse nel giugno del 2008 con l'allarme, e di seguito i sigilli, per una colonna lesionata all'interno del Politeama. Sullo sfondo l'ipotesi di un concorso di colpa per chi avrebbe fatto dei lavori con pesi eccessivi arrecando un aggravio ai danni strutturali del palazzo. Gli imputati per questo primo crollo sono cinque: il commercialista Ugo Tolaini e la moglie Nella Pasquini, Claudio Bacicalupi dirigente dell'ufficio Urbanistica e Cesare Marchetti . E, infine, Maria Teresa Tongiani, amministratore unico della srl Politeama. I reati contestati sono disastro colposo e, per quel che riguarda la Pasquini, Tolaini e la Tongiani anche quello di truffa. Per questo procedimento il pm Alberto Dello Iacono ha chiesto di modificare il capo di imputazione (quello relativo al crollo colposo). E, in sostanza, di allargare la responsabilità di quattro dei cinque imputati, Ugo Tolaini e Nella Paquini, Claudio Bacicalupi e Cesare Marchetti. Non più, quindi, sotto accusa solo per il cedimento strutturale del giugno 2008. Ma, secondo il procuratore, anche per il successivo crollo, avvenuto nel marzo 2011 nell’ala del palazzo di via Roma.
Non è stata coinvolta nella modifica del capo di imputazione Maria Teresa Tongiani amministratore unico e legale rappresentante della srl Politeama. Il giudice Cosimo Maria Ferri (durante il processo a Carrara) aveva quindi consentito la modifica dell’imputazione, considerando il crollo del 2011 non un “fatto del tutto difforme e autonomo”.
Silvestro Telara (avvocato Mauro Tommasi), architetto progettista nella sopraelevazione parte centrale; Laura Tuffarini (avvocato Ferdinando Genovesi), “vecchia Caprice”, committente sopraelevazione; Fabio Telara (avvocato Ferdinando Genovesi), progettista sopraelevazione; Franco Bedini (avvocato Paolo Barsotti), ex assessore, per la prima concessione dell’89; Giuseppe Fruzzetti (avvocati Luca Pietrini e Michele Guidugli), membro delle commissioni edilizie.
E ancora: Paolo Bugliani (avvocato Claudia Bugliani), ex assessore; Romano Caffaz (avvocato Paolo Barsotti), ex consigliere comunale; Sergio Altieri (avvocato Angelo Tubolino), ex dirigente comunale; Giancarlo Cacciatori (avvocato Alessio Menconi), architetto, membro di due commissioni edilizie; Paolo Cattani (avvocato Claudia Bugliani), ex assessore, per una variante del 91.
(a.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
