Sicurezza
Partaccia, il caso dei bagni senza accesso al mare
I turisti prendono il sole in un ex parco recintato e con una piccola entrata Ma ora il Comune ridisegna le spiagge libere e gli accessi alla battigia
MARINA DI MASSA. Infradito, costume, asciugamano. La borsa frigo c’è, la crema solare anche, il sole splende, la sabbia sottile sottile ti impolvera i piedi. C’è tutto tranne - incredibile, ma vero - il mare. Davanti a te un muretto e una rete. E nel caso - molto probabile - ti prenda la voglia di farti un bel bagno, ti tocca armarti di pazienza: qualche decina di metri sulla spiaggia che scotta, fino ad un cancelletto, lo valichi, attraversi uno stabilimento ed eccolo - quasi un miraggio nel deserto - il mare. Scene degne della migliore cinematografia, materiale per una sceneggiatura da commedia all’italiana. Eppure quella spiaggia da “carcerati” alla Partaccia esiste davvero e da oltre due decenni: lì c’era - l’imperfetto è d’obbligo - un parco. Adesso, però, gli alberi sono ben pochi, la sabbia, quella sì, è tanta. Insomma, dove c’era una pineta ora c’è una spiaggia. Senza mare. L’amministrazione punta gli occhi da quelle parti e cerca la soluzione. Nessuna decisione presa: tutto - e la metafora calza a pennello - è ancora in alto mare, ma - ecco la buona notizia - l’assessorato alle attività produttive è al lavoro per ridisegnare le spiagge libere. Con un principio (elementare): se vuoi trascorrere un’oretta al mare, un bagno devi potertelo concedere. Del resto la spiaggia libera recintata non è l’unica anomalia in quel di Partaccia.
Altra stranezza: tre concessioni demaniali (la Cge, la Cif e la Lilly mare) non arrivano fino alla battigia. E questo perché qualche decennio fa - bei tempi quelli - erosione era una parola sconosciuta: il mare non si portava via metri di sabbia, ma regalava spiaggia. Metri in più di fronte alle concessioni, terreno demaniale finito nelle mani del Comune. Una striscia parallela alla costa a “chiudere” tre stabilimenti, una spiaggia libera davanti ai bagni. Davvero un’anomalia: chi decide di andare al mare da quelle parti deve attraversare la spiaggia libera, appunto, per farsi una nuotata. Spiaggia libera (in realtà divisa in due porzioni che pulisce, gestisce e sorveglia l’Ageparc, l’associazione dei campeggiatori).
Non serve un cervello finissimo per capire che ci sono da riprendere in mano le mappe per ridisegnare le concessioni. Servono però coinvolgimento e partecipazione: tutti i soggetti riuniti intorno ad un tavolo e l’idea di ridisegnare confini e accessi.
A guidare la “trattativa” è Gabriele Carioli, assessore comunale alle attività produttive. Al primo posto nelle lista delle cose da fare c’è la definizione di nuovi spazi per le spiagge libere. I concessionari si vedono ridotta - questa l’idea - la fascia fronte mare, ma finalmente si sviluppano in lunghezza e raggiungono la battigia. Addio a passerelle e richieste burocratiche per l’accesso alla bagnasciuga. Uno stabilimento “come si deve”.
Il Comune, quindi, ridisegna le sue due spiagge: un fronte mare di 20 metri ciascuna, non più una sottile striscia orizzontale, ma una concessione con tutti i crismi.
Altro capitolo il vecchio parco diventato spiaggia libera, con l’obbligo di accesso da un piccolo cancello. Senza dimenticare - particolare non da poco - che per raggiungere quel cancelletto tocca passare in casa d’altri. E la casa è della colonia Fiat.
Il Comune che del parco è proprietario punta - ma l’idea non si è ancora tradotta in progetto - a togliere le recinzioni e a trasformare l’area in un’ampia spiaggia. Rimane un nodo da sciogliere, quello dell’accesso al mare. L’amministrazione sta trattando con i famosi tre concessionari (la spiaggia in questione è retrostante alle loro) per ottenere -ora le parti si invertono - un varco.
Tutte le concessioni demaniali così ridisegnate rimarrebbero in capo al Comune, ma non è escluso che venga riproposta la convenzione con l’Ageparc. Marco Luccetti, presidente dell’associazione campeggiatori, assicura che gli operatori sono disponibili a farsi carico - come già accade - della pulizia e della sorveglianza. Anche perché sanno bene che spiaggia gratuita a disposizione significa garantire risposte ai turisti.
E ai massesi che non hanno voglia di mettersi le mani in tasca per godersi un’ora di mare.
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