Finanza
Minaccia la moglie, arrestato operaio
È entrato nel giardino brandendo un tagliacarte. Il giudice ha deciso che verrà sorvegliato col braccialetto elettronico
MASSA. I due sono a un passo dal divorzio e sono separati da un sacco di tempo, lei ha trovato perfino un altro che la ama e la protegge. Insomma, una storia d’amore finita. Il problema è che il marito (quasi ex anche per la legge) non si rassegna a lasciar andare via la sua dolce metà e così tutto si complica. Al punto tale che l’altra sera si è rischiato di dover raccontare un altro episodio di sangue. Invece grazie all’intervento dei carabinieri si è concluso con l’arresto dell’uomo (un operaio massese di 45 anni), con l’accusa di minacce aggravate, danneggiamento e violazione di domicilio. Il giudice ha già convalidato l’arresto e ha disposto il divieto di avvicinamento a meno di cento metri da parte del coniuge. Che verrà controllato con l’ausilio di un braccialetto elettronico.
L’episodio che ha fatto scattare le manette è successo dopo diverse liti tra marito e moglie. L’altra sera lui ha scavalcato la recinzione della casetta dei Quercioli dove lei si è trasferita nel tentativo di rifarsi un’esistenza. In una mano aveva un tagliacarte, tanto affilato da essere paragonabile a un pugnale. Se usato contro qualcuno, hanno raccontato gli inquirenti, poteva anche procurare delle ferite letali. Una volta nel giardino ha iniziato a prendere a calci e pugni il portone della villetta. Urlava insulti come un ossesso. La donna, 41 anni, ha chiesto aiuto al nuovo compagno, assente perché al lavoro. Visto che non poteva proteggerla, ha chiamato i carabinieri e una pattuglia ha raggiunto l’abitazione dove si stava consumando l’aggressione.
I militari hanno trovato l’operaio ancora in giardino. Hanno faticato parecchio per farlo calmare e appena lui si è rilassato lo hanno bloccato e gli hanno messo le manette. Facendogli passare la notte nella cella di sicurezza della caserma La Plava.
Mentre lui sbolliva la rabbia, la moglie raccontava quello che era accaduto: dalle insistenti telefonate ai messaggi sms senza soluzione di continuità. «Non si fermava più», ha detto ancora spaventata alla pattuglia dell’Arma. Insomma, c’erano tutti gli estremi per una denuncia. Soprattutto per minacce aggravate (le ha urlato che l’avrebbe uccisa). Con questo lungo capo di imputazioni la tuta blu - è impiegato in un’azienda che opera nel settore meccanico - si è presentato davanti al giudice. Non si potrà avvicinare più a quella che una volta era la sua dolce metà. E per evitare che possa tentare di non rispettare l’ordine gli verrà applicato un braccialetto elettronico che dovrà indossare giorno e notte fino a nuova disposizione da parte della magistratura.
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