Il Tirreno

Linea dura di Benetton: 16 commesse licenziate

Linea dura di Benetton: 16 commesse licenziate

Il gruppo conferma la chiusura di 4 negozi a Massa e dice no al trasferimento degli esuberi in punti vendita di altre città. I sindacati: andremo al ministero

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MASSA. Benetton Group rimane ferma sulle sue posizioni e tira dritto verso la chiusura dei punti vendita annunciati: 53 su tutto il territorio nazionale - per un totale di 200 dipendenti - quattro quelli massesi (tre negozi a marchio Benetton, uno a marchio Sisley che lasceranno a casa 16 commesse. Tutte donne per le quali adesso si apre il vicolo cieco della mobilità.

Si è concluso, infatti, con un mancato accordo il secondo lungo incontro tra sindacati e l’azienda trevigiana che si è tenuto giovedì a Roma. Cinque ore che non sono servite a far cambiare idea alla proprietà: quei negozi sono in perdita, chiuderanno e i dipendenti non potranno essere reintegrati – con il trasferimento – nei punti vendita che rimarranno aperti. I sindacati erano andati fiduciosi a Roma nel tentativo di strappare almeno questo accordo: che i dipendenti – anche se non tutti – fossero trasferiti negli altri negozi. Richiesta che l'azienda ha respinto parlando di “grave crisi del settore”.

«Il gruppo Benetton – spiega Sebastiano Salaro della Filcams Cgil, che ha partecipato all'incontro di ieri a Roma – continua a parlare di crisi e di perdite. Tuttavia ancora non ci ha presentato i dati che avevamo chiesto, quelli che dimostrerebbero la reale crisi del settore. Non abbiamo visto né il conto economico, né un piano industriale che escluda ulteriori chiusure e confermi l’intenzione del gruppo di proseguire gli investimenti nel settore dell’abbigliamento. Non conosciamo quindi le reali intenzioni dell'azienda».

Confermate quindi le chiusure dei punti vendita massesi. Quattro, tra negozi Benetton e Sisley (anche questo sotto il gruppo di Ponzano Veneto) sugli otto presenti nel territorio apuano. Uno, quello della Sisley all’interno del centro commerciale Mare Monti, ha già chiuso i battenti a febbraio. Gli altri tre – due in viale Eugenio Chiesa e uno in via Marina Vecchia – chiuderanno entro agosto. E tutte le sedici dipendenti a casa. È l’ennesimo bollettino di guerra della crisi economica che, a quanto pare, riesce ad attaccare e ad abbattere anche i “più forti”. Sisley, ma soprattutto, United colors of Benetton, sono fra i brand più diffusi nel mondo con una rete capillare di punti vendita diffusa in ogni continente. Colossi dell’abbigliamento, pionieri del low cost. In gran parte della Toscana, erano legati alla famiglia Talamoni (quella di Valentino) che è arrivata a gestirne, in franchising, anche 70. Poi nel 2010, la creazione di Tal-Ben (Talamoni e Benetton) e infine, nel marzo del 2013, la cessione dei punti vendita a Milano Report, che per socio unico ha proprio Benetton Group. Ora l’annuncio della crisi. I sindacati, tuttavia, fanno sapere che si appelleranno al Ministero del Lavoro.

Melania Carnevali

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