Finanza
Illuminazione vecchia Il Comune tratta con Enel
Quella dei paesi a monte costerebbe meno se la gestione passasse all’Amia ma i pali della luce e i cavi di alimentazione sono della società elettrica
CARRARA. Illuminazione, pubblica ma quanto mi costi. Un po’ di conti li sta facendo la commissione comunale lavori pubblici che ha messo sotto la lente d'ingrandimento la convenzione tra Comune ed Enel Sole per l'illuminazione pubblica nei paesi a monte (e alcune linee a Marina di Carrara): illuminazione che dal lontano 1966 è gestita da Enel attraverso le proprie aziende.
L'intero pacchetto della convenzione riguardante 1.231 punti luce, ha un valore complessivo di 59mila euro annui pari a 48 euro per singolo punto luce. Una cifra più alta rispetto a quella relativa ai costi dell’Amia che gestisce il restante 70% dei punti luce della città al costo singolo di 28 euro per lampione.
Dunque 20 euro di differenza per ogni punto luce che il Comune sarebbe anche pronto a pagare in più, a patto che arrivino investimenti sulla rete d'illuminazione gestita da Enel Sole.
Dalla commissione è emerso, infatti, che ci sarebbero alcune problematiche di illuminazione nei paesi a monte per la tipologia di impianti installati: sono ormai troppo vetusti, in diversi casi, rispetto alle attuali esigenze. Da lì, l'esigenza di ammodernare la rete di illuminazione garantendo ai paesi a monte un’adeguata “luce” notturna.
«L'illuminazione è un aspetto molto importante - spiega il presidente della commissione lavori pubblici Luca Barattini (Pd) - riguarda la sicurezza pubblica, la necessità di avere strade e vicoli ben illuminati. E poi c'è da tutelare il decoro stesso delle strade. Avere dei punti luce efficaci restituisce anche una immagine più bella ai nostri paesi a monte».
La strada di abbandonare la convenzione con Enel Sole trasferendo i punti luce sotto la diretta gestione di Amia portandola così al 100% del servizio,non è per ora presa in considerazione per ragioni tecniche.
Nella convenzione annuale risalente al 1966 è esplicitamente indicato che i pali e i supporti dei punti luce, così come i cavi di alimentazione, sono di proprietà di Enel Sole, il Comune è proprietario soltanto della lampadina interna al punto luce. Cambiare il gestore potrebbe significare, se non subentreranno accordi specifici, dover rifare interamente gli impianti di illuminazione pubblica con costi molto alti e tempi di realizzazione non brevi.
Questa opzione al momento quindi non è consigliata, l'amministrazione comunale tenterà quindi di aprire un tavolo tecnico con Enel Sole chiedendo di effettuare gli ammodernamenti necessari per i paesi a monte. Per ora i costi restano quelli che sono. Da vedere, adesso, quali margini ci sono per una trattativa del Comune con l’Enel per migliorare la situazione dei paesi a monte.
Luca Borghini
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