Italia
«Demansionamenti e ricatti in cantiere»
La Rsu accusa la dirigenza Nca: ditte esterne per lavori che potrebbero essere fatti dai dipendenti cassintegrati
CARRARA. Duro attacco della Rsu del cantiere navale Nca, acquisito da Tecnomar Admiral, all’azienda. La rappresentanza sindacali dei lavoratori, parla di «demansionamenti» e «ricatti» in un documento in cui annuncia l’intenzione di rivolgersi «agli organi di controllo competenti», leggi ispettorato del lavoro.
Il 5 marzo scorso le Rsu e le segreterie provinciali Fim, Fiom e Uilm si sono incontrate con la dirigenza Nca per discutere della situazione interna al cantiere, «ma anche questa volta – dice la Rsu - l'incontro non ha generato risultati soddisfacenti. Le Rsu e i lavoratori sono fortemente preoccupati perché nonostante l'azienda continui a dichiarare che sta proseguendo nel rispetto degli accordi, riteniamo invece ci sia un piano tutt'altro che trasparente, senza una pianificazione precisa, con un'organizzazione fatta di scelte talvolta irrispettose nei confronti dei lavoratori. Durante il 2013, nonostante ci siano state forti difficoltà nei rapporti tra Rsu e azienda, dovute alla gestione del personale che tra l'altro ha subito demansionamenti e ricatti di ogni genere,Rsu e lavoratori hanno pazientato e concesso con molta responsabilità a questa azienda il tempo per potersi organizzare nel miglior modo possibile. Oggi però questo tempo per i lavoratori sta passando inesorabilmente, specialmente per quelli ancora a casa in Cassa integrazione e le soluzioni che si intravedono non lasciano sicuramente tranquilli».
Secondo quanto afferma la rappresentanza sindacale, attualmente «quei pochi lavoratori oggi in Nca ,sono utilizzati sulle commesse in fase di ultimazione con la formula del distacco temporaneo. Nca ad oggi non si è ancora organizzata per gestire direttamente gli aspetti produttivi interni al cantiere e lascia presagire che questo non avverrà neppure nei prossimi mesi».
A testimonianza, per avvalorare tali dichiarazioni,la Rsu porta «l'esempio delle due chiatte che si stanno modificando in Nca attualmente. Vogliamo ricordare che queste operazioni di modifica relative a due chiatte peraltro costruite da Nca diversi anni fa, sono state commissionate da Nca per se stessa, e che vista la professionalità che ci è sempre stata riconosciuta a livello nazionale, potrebbero essere lavorate in toto, per quel che concerne la carpenteria, da personale Nca. Invece proprio per mancanza di organizzazione la direzione ha ritenuto di affidarle completamente a ditte esterne commettendo secondo noi un grave atto».
Per queste ragioni, la rappresentanza sindacale ritiene che «altre discussioni tra sindacato e azienda relative alle modifiche di accordi di secondo livello, non si possano affrontare se prima non verranno riportate nell'alveo della legalità le condizioni di lavoro che Nca SpA sta adottando per la lavorazione di suddette chiatte, oggi interamente appaltate alle ditte esterne. Lavorazioni che sono parte integrante del piano industriale e che fanno parte delle competenze dei dipendenti Nca ad oggi posti in regime di cassa integrazione straordinaria». Nel documento viene fatta questa sottolineatura: «Paradossalmente dentro il cantiere, Nca sta pagando ditte esterne per lavorazioni che potrebbero essere eseguite dai suoi dipendenti pagati a casa dallo Stato attraverso la cassa integrazione. Questo è per noi intollerabile. Questa situazione e già stata portata dalla Rsu non solo sui tavoli sindacali con la direzione di Nca, ma anche alla conoscenza delle istituzioni in particolare al sindaco Zubbani, senza tuttavia produrre ad oggi nessun risultato. Riteniamo a questo punto, sia nostro dovere verificare presso gli organi di controllo competenti, la validità di quello che l'azienda sta mettendo in atto». Attualmente in cantire operano circa 70 addetti diretti, e una sessantina sono in Cig. A fine 2014 secondo gli accordi, il rientro è su 105 unità (52 già dentro e 53 da riassorbire).
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