Il dolore
«Zero dispersioni di amianto nella ex Cjmeco di Pallerone»
AULLA. Fortunamente non arrivano soltanto notizie negative dalla ex Cjmeco, la mega discarica alle porte della popolosa Pallerone. Infatti, il commissario prefettizio del Comune, Franca Rosa, a...
AULLA. Fortunamente non arrivano soltanto notizie negative dalla ex Cjmeco, la mega discarica alle porte della popolosa Pallerone. Infatti, il commissario prefettizio del Comune, Franca Rosa, a seguito di un nuovo incontro sul tema presso la Regione a Firenze, annuncia che i cumuli trovati all'interno della Cjmeco non sono costituiti da amianto fioccoso: «Certo l'amianto non manca in quell'area, ma non è amianto fioccoso, che si può facilmente disperdere nell'atmosfera. Infatti, l'amianto c'è, ma è cosa ben diversa - aggiunge Franca Rosa - smaltire l'amianto fioccoso da quello che fioccoso non è».
Nel frattempo, nonostante fosse stato annunciato dalla Regione, non è ancora iniziato l'atteso e temuto monitoraggio per verificare la eventuale aereodispersione nelle aree esterne al complesso della ex Cjmeco di materiali che possano costituire elementi di attenzione da un punto di vista sanitario. «Per effettuare questo monitoraggio - spiega il commissario prefettizio - occorre il bel tempo, quindi ormai ci siamo».
Franca Rosa aveva integrato con una serie di disposizioni l'ordinanza da lei stessa emessa il 30 gennaio scorso, la numero 12, che impone all'Agenzia del Demanio, ente proprietario dell'area ex Cjmeco, «di provvedere alla redazione di un piano per la raccolta, lo stoccaggio e lo smaltimento delle lastre in cemento amianto, evidentemente crollate da strutture e coperture dei capannoni».
Il tutto tenendo conto delle indicazioni contenute in una nota dell'Arpat di Massa Carrara del 6 febbraio scorso, indicazioni che hanno lo scopo «di contenere quanto più possibile - scrive Franca Rosa - i rischi sanitari e ambientali connessi alla possibile dispersione delle fibre di amianto. Infatti, sulla base delle indicazioni fornite dal settore specialistico radioattività e amianto, l'Arpat ha ritenuto che il piano di smaltimento dei rifiuti contenenti amianto, richiesto all'Agenzia del Demanio dall'amministrazione comunale aullese, debba tenere conto di una serie di misure di prevenzione necessarie e adeguate».
Eccole, in sintesi: valutazione dell'opportunità di bagnare, anche con appositi prodotti fissativi, i rifiuti contenenti amianto friabili, facendo attenzione alla produzione di acque di dilavamento; rimozione immediata degli accumuli rilevabili a vista di amianto friabile e frantumato, con asportazione del primo tratto superficiale del suolo e/o dei cumuli di rifiuti sottostanti; rimozione delle coperture ancora in essere, pericolanti e non; esecuzione di un monitoraggio ambientale delle fibre di amianto aerodisperse prima, durante e dopo la rimozione dei rifiuti contenenti amianto.
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
