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Prosciolto lo scrittore Bahar: «Non è un terrorista»

Prosciolto lo scrittore Bahar: «Non è un terrorista»

MARINA DI MASSA. Si era da poco seduto di fronte al collegio del tribunale di Brescia, quando dalla Turchia, arriva la notizia della morte del quindicenne Berkin Elvan, in coma dal 16 giugno dopo...

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MARINA DI MASSA. Si era da poco seduto di fronte al collegio del tribunale di Brescia, quando dalla Turchia, arriva la notizia della morte del quindicenne Berkin Elvan, in coma dal 16 giugno dopo essere stato colpito in testa da un proiettile di gomma sparato da un agente che non è mai stato identificato. È la più giovane vittima della repressione poliziesca ordinata dal premier turco Erdogan nei confronti delle manifestazioni a Gezi Park, una delle tante ingiustizie che lo stesso Bahar Kimyongur, scrittore e giornalista belga con la doppia cittadinanza turca, ha cercato di denunciare e per la quale martedì pomeriggio si trovava a rispondere all'accusa di terrorismo di fronte alla giustizia italiana. Giustizia che finalmente è arrivata: Bahar non è un terrorista, non verrà estradato ed è libero di lasciare Massa, per tornare in Belgio, il suo paese. Lo ha deciso la corte d'appello di Brescia dopo un'odissea durata 110 giorni. Era arrivato a Bergamo il 20 novembre scorso per dare una conferenza sulla situazione siriana ed è stato immediatamente arrestato dalla Digos. Su di lui pendeva, infatti, il mandato di cattura internazionale dell'Interpol emesso dalla Turchia che ne chiedeva l'estradizione. L'accusa era di terrorismo. Dopo tredici giorni di carcere il tribunale di Brescia gli ha dato l'obbligo di dimora a Massa, in attesa dell'udienza che si sarebbe tenuta appena fosse arrivato il dossier turco che conteneva le accuse sull'attivista. Il dossier è pervenuto al ministero della giustizia il 31 dicembre, cioè il quarantesimo e ultimo giorno utile per il termine legale che la Turchia aveva a disposizione per presentare la sua richiesta di estradizione. Il 7 febbraio dopo varie richieste del legale di Bahar, Federico Romoli, il giudice della Corte d' appello di Brescia incaricato della questione, Enzo Platé, fa sapere che il caso è nelle mani della ministra della giustizia Annamaria Cancellieri. Nel frattempo l'Interpol fa cadere il mandato di cattura sull'attivista e la palla rimbalza nuovamente alla giustizia che ha convocato udienza per ieri mattina. Un'udienza a porte chiuse con presenti in aula solo i familiari di Bahar, la moglie e i due figli, mentre fuori ad attenderlo c'erano numerosi manifestanti. Il giudice bresciano avrebbe giudicato vuoto di contenuti il dossier turco dal momento che l'unico capo di imputazione era un'attività di protesta con volantinaggio all'interno del parlamento europeo effettuata 14 anni fa insieme all'attuale moglie. L'accusa di terrorismo quindi cade e Bahar è adesso libero di lasciare l'Italia e muoversi per i paesi senza essere arrestato.

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