Il Tirreno

Parcheggi, chi sfora l’orario continuerà ad essere multato

Forte dei Marmi è pronta a fermare i vigili mentre Massa si schiera con Pisa, Prato, Pistoia sull’applicazione del codice

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MASSA. Nessuno stop alle multe per le soste – pagate – sforate. Se molti comuni toscani, come la vicina Forte dei Marmi, che vanta una vastissima area urbana dedicata al parcheggio a pagamento nel cuore della città, aprono alla possibilità paventata dal Ministero dei Trasporti di fermare le multe per divieto di sosta a quegli automobilisti che sforano l’orario pagato con il ticket del parcometro, questo non succederà a Massa, dove rimarrà tutto precisamente com'è: i ritardatari continueranno a rischiare la multa - se sforano l'orario di molto

. A dirlo è il comandante dei vigili urbani, Santo Consolato Tavella, che chiarisce: «Quella del ministero dei Trasporti è una vecchia circolare del 2010, quindi non c'è niente di nuovo. Se non arriva una nuova circolare che chiarisce meglio la confusione, noi continueremo ad applicare il codice della strada con il nostro codice etico. Vale a dire che continueremo a multare, come abbiamo sempre fatto, chi non paga proprio la sosta e chi ritarda molto, dimostrando che non ha intenzione di tornare e che quindi ha intenzionalmente pagato meno per rimanere di più. Non multiamo chi ritarda di dieci minuti».

La circolare del ministero lasciava effettivamente spazio al libero arbitrio dei comuni. In pratica sosteneva che chi recupera l'auto in ritardo non debba pagare un multa per divieto di sosta – dal momento che comunque la sosta l'ha pagata – ma solo la differenza dovuta per il tempo di sosta effettivamente usufruito, più un'eventuale penale. Quello che viene da Roma, però, a quanto pare, è solo un parere e non è vincolante. Questo spiega perché, nei vari comuni toscani, dopo un tam tam mediatico, c'è chi ha deciso di prenderlo alla lettera - a distanza di quattro anni - e chi no.

Fra i no, anche Pisa, Prato e Pistoia che hanno sottolineato come le multe di questo tipo siano in maggioranza rispetto a quelle di divieto di sosta totale. Non è il caso però del comune apuano, dove già, in pratica, si applicava un codice che seguiva lo spirito della circolare ministeriale, ossia quello dell'indulgenza dei “veri” ritardatari. «I vigili – continua il comandante – già cercano di capire chi è veramente in ritardo. Se applicassimo questa circolare sicuramente se ne approfitterebbero molti. La dottrina prevalente, d'altronde, è in netto contrasto con la prassi ministeriale e conferma l'applicazione della sanzione di cui all'articolo 7 e al 15 del Codice della strada nei casi di scontrino scaduto».

I ritardatari si rassegnino quindi a pagare le multe, anche se poi è sempre possibile il ricorso al Giudice di pace.

Melania Carnevali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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