Il Tirreno

Muore a 41 anni sul Sagro dopo volo di 200 metri

di Alessandra Vivoli
Muore a 41 anni sul Sagro dopo volo di 200 metri

Bruno Mannella, di Massa, era sullo Spallone con una coppia di Monzone È scivolato a causa del ghiaccio, l’amico ha provato a scendere per salvarlo

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CARRARA. Se ne erano accorti che su quel sentiero c’era il ghiaccio.

È proprio per questo che camminavano in fila indiana, in obliquo, per cercare di evitare i rischi di quel percorso che li avrebbe portati sulla vetta.

Ma, ad un certo punto Bruno, che indossava anche i ramponi per fare maggiore presa sul terreno ghiacciato, ha perso l’equilibrio: gli amici, una coppia di Monzone, Davide Cocchi e Manuela Arcangeli, con cui era partito per l’escursione sul monte Spallone, una cima di secondaria (alta 1639 metri) del gruppo del Sagro, si sono accorti che non era più dietro di loro. È caduto senza un urlo, senza emettere nemmeno un gemito. Non ha fatto neppure in tempo a gridare aiuto. Bruno Mannella è morto ieri mattina alle 11, in una mattinata di sole splendente. Il volo di duecento metri non gli ha lasciato scampo: la sua vita si è spezzata a 41 anni. È deceduto sul colpo a causa dei gravi traumi riportati su tutto il corpo. L’amico, quando ha capito che Bruno era caduto giù per il costone è tornato indietro e ha provato subito ad andargli in soccorso. Pensava fosse lì sotto, ma lo ha visto in fondo al dirupo. In un punto difficilissimo da raggiungere. Nel frattempo la moglie che faceva parte degli gruppo che saliva sul monte Spallone ha chiamato il 1118: una telefonata di soccorso drammatica in cui alla paura per l’amico caduto si sommava quella per l’altro, quello che stava provando a prestargli soccorso. Una situazione difficile tanto che in un primo momento si era pensato che gli escursionisti caduti fossero due. Sul posto è arrivato l’elicottero Pegaso: impossibile infatti pensare ad organizzare i soccorsi in un altro modo. La zona dove si è verificato l’incidente mortale è, infatti, impervia e difficile a raggiungere con altri mezzi.

Con la chiamata al 118 si è attivato immediatamente anche il soccorso alpino. La macchina delle emergenze ha funzionato, ma per Bruno Mannella ormai non c’era più nulla da fare. All’arrivo dei soccorritori Bruno Mannella era già privo di vita. Lo hanno caricato sul Pegaso e, dopo l’atterraggio al Cinquale, trasportato direttamente all’obitorio di Massa dove si trova tuttora e dove ieri c’è stato il triste pellegrinaggio di amici, colleghi di lavoro e parenti.

Il pubblico ministero di turno, la dottoressa Rossella Soffio, non ha disposto alcun esame sulla salma: le cause del decesso, infatti, sono apparse da subito molto chiare. Il 41enne è morto per i traumi riportati nel suo rovinoso volo che per duecento metri lo ha fatto sbattere nel costone impervio del monte.

Il nulla osta della Procura quindi è già arrivato nel primo pomeriggio, senza neppure la necessità, da parte del pm, di disporre neppure un esame esterno del corpo.

E così il medico legale, Maurizio Ratti, già stamani potrà compilare la scheda Istat e il certificato necroscopico per il funerale.

Il gestore del rifugio Carrara: pericolo ghiaccio sullo Spallone.

«Il Sagro è un’escursione abbordabile: il monte Spallone no, È una cresta da non affrontare con questo tempo: la neve, che al giorno si trasforma in poltiglia la notte ghiaccia e diventa, il mattino dopo, un’insidia terribile».

A dirlo è Gianni Scaffardi gestore del rifugio Carrara a Campocecina.

«In questi giorni ne ho visti arrivare tanti di escursionisti, soprattutto nel week end - continua - Stamani (ieri mattina per chi legge ndc) erano in tre, due uomini e una ragazza. Non si sono fermati, sono andati diretti alla foce Pianza. Volevano andare sullo Spallone, poi è successa la tragedia».

Per Scaffardi sono le escursioni termiche il rischio di questi e dei prossimi giorni per chi si avventura nelle escursioni.

«Qui la notte la temperatura scende vicino allo zero, per poi risalire di parecchio nelle ore centrali della mattinata - conclude Scaffardi dal rifugio Carrara - questo comporta il pericolo del ghiaccio e in versanti ostici come quelli dello Spallone rendono i sentieri ad alto rischio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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