La manifestazione
«Ma le Apuane non vanno sottovalutate»
L’esperto Fabrizio Molignoni: ci vuole rispetto e prudenza sui nostri monti, il pericolo ora è il “rigelo”
CARRARA. «I prossimi giorni continuerà una situazione di bel tempo stabile. Le raccomandazioni sono sempre le stesse: le Apuane, soprattutto d’inverno, non vanno sottovalutate, proprio perché nascondono insidie insite nelle loro caratteristiche, e dunque vanno affrontate da chiunque con grande rispetto e prudenza».
A parlare è un esperto, Fabrizio Molignoni, istruttore Neve e Valanghe del Club Alpino Italiano, accompagnatore di Alpinismo Giovanile, capo spedizione “Manaslu 2013” al monte Manaslu, Himalaya nepalese.
«In certi itinerari, con mattinate rigide, non è infrequente dover poggiare le punte dei ramponi su vere e proprie lastre di vetro - spiega Molignoni - Non bisogna legarsi in cordata e poi procedere tutti insieme in conserva: in questo caso la scivolata di uno trascinerebbe anche gli altri, in quanto con il ghiaccio è praticamente impossibile fermare una caduta senza le corrette assicurazioni. Occorre poi ricordare che le montagne vanno anche scese, quando stanchezza e minore concentrazione incidono negativamente. Dunque preparazione, allenamento, perizia, attrezzatura corretta e scelta oculata dei propri itinerari sono fondamentali per affrontare in questa stagione le Apuane ma anche gli Appennini con un buon margine di sicurezza. Ma con le conoscenze tecniche e le capacità fisiche ci accompagni sempre l’umiltà: bisogna avere lucida consapevolezza dei propri limiti e non vergognarsi di tornare indietro e rinunciare: in questi casi occorre pensare che la montagna resta».
«L’alta pressione stabile di questi ultimi giorni - continua - invita gli appassionati a salire sulle montagne e ha anche favorito la trasformazione del manto nevoso, ripulendolo dalla neve fresca e consolidandolo, soprattutto nei versanti esposti a sud ed est nord-est. Permane invece neve non consolidata a nord. Manto nevoso consolidato e trasformato - aggiunge - significa certo un maggior piacere nella salita con i ramponi, e anche una minore fatica, ma significa anche che i pendii sono divenuti più impegnativi, perché la neve dura, anche se non vetrata dal ghiaccio, si presenta particolarmente ostica soprattutto nelle prime ore della giornata, e richiede quindi una certa perizia nell’affrontarla». «Inoltre queste giornate, pur non essendo fredde, ci regalano una discreta differenza termica tra notte e giorno - prosegue - questo fenomeno, tipico della stagione, favorisce in montagna il rigelo notturno, responsabile della crosta che spesso incontriamo in molti itinerari invernali. E la crosta che ricopre i pendii, anche se portante e apparentemente sicura, può ingannare l’escursionista meno accorto e rivelarsi molto infida anche per l’alpinista provetto». «Quando si parla di Apuane - conclude - non sarebbe male ricordare che queste montagne si fregiano dell’appellativo di “Alpi” proprio perché ospitano cime con prerogative e difficoltà che si riscontrano appunto sulle Alpi, e presentano peculiarità e caratteristiche esclusive».
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