Il Tirreno

Bocciata la proposta grillina

Scrutatori ai seggi, soldi e posti ai soliti noti

MASSA. Rimane – per il momento - ancora appannaggio della classe politica la scelta degli scrutatori elettorali. La proposta di cambiamento era arrivata dal Movimento 5 Stelle che, ieri sera, ha...

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MASSA. Rimane – per il momento - ancora appannaggio della classe politica la scelta degli scrutatori elettorali. La proposta di cambiamento era arrivata dal Movimento 5 Stelle che, ieri sera, ha portato in consiglio comunale un ordine del giorno volto a disciplinare la materia. Obiettivo: creare un vero e proprio regolamento – al momento assente- con criteri di nomina che favoriscano le persone disagiate. Il documento però è stato bocciato, venti voti contrari su ventitré votanti, un astenuto (Giacomo Bugliani) e due voti favorevoli, quelli del M5S. La richiesta dei pentastellati era chiara: basta soliti volti noti ai seggi elettorali, che ci sia ricambio e, soprattutto, che ci vadano persone che ne hanno bisogno, economicamente parlando. Mancando un regolamento, la scelta degli scrutatori fa attualmente riferimento a una prassi utilizzata dal 2006, che vede i componenti della commissione elettorale – formata chiaramente da consiglieri comunali -scegliere i nominativi tra coloro che sono iscritti all’albo. Metodo, che secondo il M5S, favorirebbe i familiari, gli amici, gli amici di amici e i conoscenti dei politici. In altre parole, una piccola casta di scrutatori elettorali. Nell'ordine del giorno la consigliera fissava, quindi, principi chiave volti a creare un metodo di nomina più equo, come quello di non nominare più di uno scrutatore per nucleo familiare, di rispettare il principio di rotazione - ovvero che la stessa persona non possa ricoprire la carica di scrutatore di seggio per più di due tornate elettorali consecutive - ma, soprattutto, la priorità nella nomina alla carica - e che vengano direttamente nominati, quindi per chiamata diretta - ai disoccupati, inoccupati, studenti non lavoratori e a coloro che certifichino di essere fruitori di trattamento pensionistico sociale minimo Inps. Pochi punti precisi – anche emendati nel corso della discussione consiliare – ma il documento non passa. A non passare, però, non è il principio di fondo, sacrosanto a detta di molti, ma il metodo.

«Sono pienamente d'accordo sullo spirito del documento – commenta il consigliere di Prc, Nicola Cavazzuti – ma andando nello specifico ci sono alcuni punti che andrebbero rivisti in particolare nelle modalità in cui si stabilisce chi è il disagiato. Ad esempio, non credo che uno studente non lavoratore sia sempre disagiato. È un tema, questo, da portare in commissione e approfondire meglio». Unico astenuto, come dicevamo, Giacomo Bugliani del Pd che spiega il suo voto: «Non mi sentivo di votare contro questo ordine del giorno perché non si può respingere. È una tematica importantissima che va affrontata, però così non potevo approvarla perché è come se obbligasse la commissione a percepire il documento così com'è». Il consiglio comunale non respinge quindi completamente la proposta: piacciono i principi, ma vogliono riproporlo ex novo - senza il tocco grillino?. I consiglieri si sono impegnati parlarne in commissione statuto, ma intanto le prossime elezioni, quelle europee, saranno a maggio e, probabilmente, il criterio di nomina degli scrutatori sarà ancora quello dei “soliti noti”. «Con questo ordine del giorno si dava già una linea di indirizzo da portare in commissione statuto - commenta il capogruppo del M5S, Riccardo Ricciardi – da cui sarebbe partita una discussione che avrebbe portato a un regolamento. Così dimostrano di trincerarsi dietro tecnicismi. Avevano un calcio di rigore da tirare e non lo hanno voluto tirare».

Melania Carnevali

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