Sicurezza
Muore, ex convivente non può farlo cremare
Una vicenda assurda coinvolge una coppia di fatto: la donna è erede universale ma non può decidere
MASSA. È una storia davvero assurda quella di Alfio e Maria Teresa. L’uomo è deceduto alla fine di gennaio per una malattia incurabile. Aveva appena 56 anni. Prima di morire ha lasciato un testamento olografo dove nominava erede universale la donna. La coppia non era unita in matrimonio, ma conviveva. Era come se il sacro vincolo ci fosse, insomma. Ma non ci sono le carte, però.
Ed è questo particolare che sta impedendo a Maria Teresa di eseguire le ultime volontà del suo uomo: essere cremato. Alfio dalla fine di gennaio è chiuso in un container frigo perché nessuno si prende la responsabilità di cremarlo. A raccontare la storia è l’avvocato Valter Mattarocci, amico della coppia da tempo. Il legale ha perfino intimato alla polizia mortuaria di sbloccare l’impasse: «Non è possibile che la salma di quest’uomo da un mese e mezzo sia in attesa di una soluzione». Mattarocci parla di una situazione «ove si viola sia la pietàs per i defunti che i diritti di una convivente che pur avendo diviso per decenni la vita con il proprio compagno, e averlo assistito, da sola, negli anni della dolorosa malattia, ora si trova a non poter neppure esaudire un suo ultimo desiderio».
Alfio non ha partenti prossimi, soltanto dei nipoti che non lo vedono da tanto tempo e che non se la sentono di prendere una decisione così importante. Le volontà dell’uomo sembrano non contare nulla, così come non contano nulla le insistenze di Maria Teresa: «In quanto ex coppia di fatto non le viene riconosciuto il diritto - continua l’avvocato, nonostante la nomina ad erede universale».
Mentre si discute la salma resta nel container frigo. L’amarezza della sua compagna è tanta, soprattutto per le sofferenze che hanno accompagnato l’uomo negli ultimi giorni della sua esistenza. Il male lo ha divorato lentamente fino a strappargli la vita. Chiudendo gli occhi per sempre Alfio forse pensava di trovare la pace eterna, ma la burocrazia ha deciso di tenerlo nel limbo ancora per un po’. «Ma adesso basta - conclude Mattarocci -. La polizia mortuaria deve trovare una soluzione immediatamente. È davvero una situazione imbarazzante». La speranza è che le parole del legale vengano ascoltate.
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