Il dolore
Fari e porte pignorati, chiesta la sospensiva
Il Comune prova a contrastare la messa all’asta degli attrezzi dello stadio L’avvocato Lenzetti: «Sono beni dell’Ente e non del Montignoso calcio»
MONTIGNOSO. Per spiegare il caso "bizzarro" del pignoramento delle porte da calcio e delle luci all'interno dello stadio Del Freo di Montignoso, l'avvocato del comune Riccardo Lenzetti utilizza un esempio calzante: «E' accaduto come se il provvedimento del pignoramento avesse raggiunto un cittadino privato e l'ufficiale giudiziario, recatosi a casa sua, gli avesse preso un televisore. Peccato che quel televisore non era del cittadino ma di un suo amico che glielo aveva prestato. Purtroppo il pignoramento è valido, perché il televisore si trovava nella proprietà del cittadino raggiunto dal provvedimento; però il terzo, ovvero il proprietario del televisore, può dimostrare davanti ad un giudice che il bene in questione è in realtà il suo e riprenderselo. Tutto più lungo e più complicato. Ma fattibile». L'avvocato Lenzetti, pur trovando spiegazioni all'accaduto nelle pieghe della giurisprudenza, ammette comunque che il caso è particolare, visto che qui non si tratta di un cittadino privato, ma di un ente pubblico, fatto che avrebbe dovuto indurre ad un controllo un po' più puntuale e attento del bene che si andava a pignorare.
In ogni caso le porte dello stadio Del Freo e i fari sono stati messi all'asta e il comune di Montignoso, che in questa vicenda fa la parte del "terzo", adesso dovrà dimostrare che quei beni sono suoi e non della società sportiva Montignoso Calcio, la destinataria del provvedimento di pignoramento.
Il pignoramento nasce dal fatto che il Montignoso Calcio, un tempo gestore dello stadio Del Freo, deve circa 10 mila euro ad un giocatore che si fece male durante una partita di beneficenza, scoperta dall'assicurazione infortunistica. Non avendo ancora saldato il debito, l'ufficiale giudiziario si è recato nella sede del Montignoso Calcio, che si trova dentro lo stadio Del Freo e ha pignorato la prima cosa che si è trovato davanti: porte e fari della luce. L'avvocato Lenzetti questa mattina ha presentato al Tribunale una richiesta di sospensiva della vendita del bene: se verrà accolta dovrà produrre tutti i documenti che dimostrano la proprietà del bene comunale, poi dovrà affrontare un contraddittorio, dove si discuterà di fatture, acquisti e beni. Insomma, al comune tocca dimostrare che quelle porte e quei fari sono suoi per davvero come se, all'interno di uno stadio pubblico, possano esserci porte e fari di qualcun altro che non sia il comune stesso.
Il Tribunale potrebbe anche decidere di non accettare la richiesta della sospensiva e di mandare all'incanto i beni pignorati (l'asta è stata fissata per la prossima settimana). In quel caso il comune potrebbe soltanto rifarsi, in futuro, sul ricavato della vendita. Lo stadio Del Freo verrebbe privato delle porte e dei fari, 31 in tutto, che diventerebbero di un nuovo proprietario il quale, a regola, potrebbe smontarle e portarsele via in qualunque momento, mettendo a rischio l'attività dell'impianto pubblico.
«Paradossale- aveva commentato il sindaco di Montignoso Narciso Buffoni- venir a conoscenza del pignoramento dalla stampa». «In realtà è normale- commenta l'avvocato- se pensiamo al fatto che l'ufficiale giudiziario non è tenuto ad informare il vero proprietario del televisore, rifacendoci al nostro esempio, visto che neanche sa di chi sia realmente il bene che ha pignorato». Insomma tra banalità, stranezze e soluzioni legali Montignoso aspetterà la sentenza sullo stadio Del Freo.
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