La protesta
«Chiediamo sicurezza per chi abita vicino al binario del porto»
L’associazione Amare Marina incalza Comune, Ferrovie e Regione e mette dei paletti sul progetto-binari nella zona industriale
CARRARA. La notizia che l’Associazione industriali con i sindaci di Carrara e di Massa e l’Autorità Portuale sono riusciti ad ottenere il blocco dello smantellamento dei binari dismessi nella zona industriale, suscita una presa di posizione dell’associazione Amare Marina. La richiesta istituzionale fatta alle Ferrovie, aveva come obiettivo quello di un recupero dei binari morti per rilanciare gli insediamenti produttivi nella zona industriale. «L'Autorità Portuale e l'Associazione Industriali sostengono, pur senza un piano di costi complessivo del ripristino dei rami di binario morto, di poter approntare un progetto di recupero delle tratte per ottenere un finanziamento europeo – commenta l’associazione - Tutto ciò per attrarre nuovi insediamenti industriali finalizzati all'invio e all’arrivo di merci dal porto di Marina di Carrara. Lo scalo portuale di Marina di Carrara ha infatti, in comodato gratuito, un binario, scarsamente usato in tutti questi anni. Il binario, in prossimità del litorale, attraversa un quartiere densamente popolato».
L’associazione si rivolge alle Ferrovie, al presidente della Regione, al sindaco Zubbani, al ministero delle infrastrutture, al commissario straordinario della Provincia: «Il passaggio, in questi anni, così scarso di merci ci ha sempre indotto a soprassedere sulla pericolosa ubicazione di tale binario. Alla luce, però, delle iniziative sopra descritte, che preludono ad un movimento merci più corposo, l'Associazione "AmareMarina" si fa interprete dei timori, più che legittimi dopo il grave disastro di Viareggio, su quali saranno le misure di sicurezza adottate a tutela dei residenti, e su chi graveranno le responsabilità di adozione di tali misure.Sarà possibile avere la certezza che sarà preservata l'incolumità dei cittadini sotto ogni profilo?».
L'Associazione ritiene, nel contesto attuale, «di avere come referenti la RFI Toscana e il sindaco di Carrara, al quale spetta in primis la tutela e la salute dell'incolumità dei cittadini e non certo la tutela dei profitti delle imprese portuali, per cui imputerà alle autorità locali e a RFI Toscana, ogni possibile danno derivante da decisioni che non rispettino la salute dei cittadini di Marina di Carrara».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
