Sicurezza
Cave, salvataggio rispettando l’ambiente
Si va verso una soluzione mediata, per un piano paesaggistico del Parco delle Apuane che tuteli il verde e il lavoro
CARRARA. «Noi sindaci per ora rimaniamo sulla proposta di stralcio relativa alle aree estrattive, ma l’incontro previsto per giovedì (oggi, ndr.) è slittato ai prossimi giorni», ha detto ieri il sindaco Angelo Zubbani.
«Non voglio essere il consigliere della provincia di Massa Carrara che ha fatto chiudere le cave. Se questo piano rimanesse così, non lo voterei. Il presidente Rossi e gli assessori interessati hanno chiaro quali sono i problemi e insieme a loro e ai miei colleghi del territorio stiamo lavorando per trovare una soluzione che salvaguardi l'ambiente da una parte e le attività di cava, ma soprattutto l'occupazione dall'altra»: questa la dichiarazione del consigliere reigonale di maggioranza Loris Rossetti (lunigianese). Si va quindi verso un salvataggio, con norme, delle attività estrattive che rischiavano di essere chiuse nel Parco delle Apuane, epr via del Piano apesaggistico in discussione. Ma l’obiettivo è anche quello di salvaguardare l’ambiente. Per ora solo una bozza di percorso, con l’idea di ripartire dal piano delle cave approvato nel 2002 dalla comunità del Parco (cioè i Comuni). E’ la nuova ipotesi per conciliare esigenze del mondo delle imprese e degli ambientalisti attraverso le norme di salvaguardia da applicare al parco delle Apuane. Su questo sta lavorando la terza commissione del consiglio Regionale Toscano che ha incontrato ieri il governatore Rossi sul tema del Piano paesaggistico. Potrebbe passare attraverso le norme di salvaguardia inserite all’interno del Piano Paesaggistico regionale la soluzione del rebus sulle cave intercluse nel Parco delle Apuane. E’ quanto emerge dalle indiscrezioni uscite al termine dell’incontro, tra il governatore toscano Enrico Rossi, l’assessore Vincenzo Ceccarelli e i consiglieri della III commissione regionale. Obiettivo dichiarato superare il conflitto tra “ambientalisti” e mondo delle imprese innescato dalla norma del Piano che prevede la chiusura delle cave situate in area parco. La sensazione è che la richiesta di “stralcio” lanciata dai nove sindaci del territorio apuo-versiliese sia già cosa superata e che, l’orientamento in Regione, sia da parte della giunta, sia da parte dei consiglieri, sia quello di cercare una “terza via”. Per farlo gli eletti nell’assise regionale, dopo l’incontro con il governatore, si sono presi altri 15-20 giorni di tempo per approfondire la questione e gli studi già effettuati sul Parco: dopodiché i consiglieri torneranno a confrontarsi con l’amministrazione toscana. Intanto però l’iter del piano Paesaggistico proseguirà il suo corso perché, dicono dalla Regione, «prima dell’adozione si può far tutto». Il passaggio chiave, per quanto riguarda la questione cave, sarà la discussione in commissione, delle norme di salvaguardia ed è proprio in questo ambito che dovrebbe uscire la “soluzione” per le istanze che riguardano il territorio apuo-versiliese e le sue cave.
(c.ch., c.car.)
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