Il Tirreno

Abusi del padre, sentite le due sorelline

Abusi del padre, sentite le due sorelline

Ascoltate le bambine in incidente probatorio. Il Tribunale di Genova sospende la patria potestà

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CARRARA. Sono ancora troppo piccole per affrontare un processo, per raccontare davanti al giudice e al pubblico ministero il dolore che portano dentro. Ma le loro parole, la realtà letta con i loro occhi è troppo importante per capire che cosa sia accaduto, se il loro papà, l’uomo che dovrebbe amarle di più al mondo, le ha davvero fatte soffrire.

Le due sorelline sono state ascoltate in incidente probatorio. Una sorta di parentesi all’interno del procedimento, “un’eccezione” al principio per cui le prove si costituiscono in dibattimento: un ambiente protetto, psicologhe ad affiancarle e toni pacati.

È stata raccolta così la testimonianza delle due sorelline. L’accusa per il loro padre è pesantissima: quelle piccoline, pochi anni di differenza, sarebbero state oggetto -almeno secondo la tesi del pubblico ministero Alessandra Conforti - delle sue attenzioni sessuali. Abusi che si sarebbero consumati nel 2009, dopo la separazione dei genitori.

Loro trascorrevano qualche ora con il babbo e tornavano a casa spaventate. A mostrare i primi segni di disagio la più piccolina, subito affidata alle cure di un’esperta neuropsichiatra. Poi i problemi anche per la più grande: è terrorizzata dagli spazi chiusi, dall’idea di salire in ascensore. E, quando si accorge della presenza del padre, chiede disperatamente che non siano chiuse le porte delle camere.

A rendersi conto del grave disagio delle bambine le psicologhe che le hanno affiancate e sostenute.

La vicenda, delicatissima, ha interessato anche il tribunale dei minori di Genova che ha disposto la sospensione della patria potestà per il babbo delle due bimbe.

L’uomo - nel caso le tesi dell’accusa venissero accolte - rischia una condanna dai 6 ai 12 anni di carcere, il pubblico ministero contesta anche l’aggravante dell’età: entrambe le figlie, all’epoca dei fatti, avevano meno di 10 anni.

Tutte le udienze, di fronte al collegio presieduto dal giudice Giovanni Sgambati, sono a porte chiuse, a tutela delle bambine. (C.S.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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