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Materiale nucleare, transito in provincia?

Materiale nucleare, transito in provincia?

L’ipotesi del blog “Inchiostro scomodo” sul caso della nave Egret di Spezia: «C’era una cellula Aisi»

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CARRARA. La vicenda della “Pacific Egret”, cargo inglese partito nella notte dello scorso 3 marzo da un molo dell’area militare a La Spezia, con a bordo “materiale fissile non irraggiato proveniente dal centro Italia” potrebbe avere un risvolto apuano. A sostenerlo sono i giornalisti Pier Paolo Santi e Francesco Sinatti, dal blog “Inchiostro scomodo”. «Secondo nostre fonti -scrivono i due cronisti - dalla mattina di giovedì 27 febbraio, era presente sul territorio apuano una cellula dell’Aisi (Servizio segreto interno)». Secondo Santi e Sinatti (foto), la presenza di uomini dei servizi a Massa-Carrara, proprio in quei giorni, sarebbe da collegare al poderoso spiegamento di uomini e mezzi con cui il materiale radioattivo è giunto a La Spezia, a bordo di tre tir, accolti da personale equipaggiato con tute speciali per il recupero di queste sostanze. «La presenza di una cellula Aisi in zona apuana -si chiedono- era funzionale all’organizzazione del trasporto? Quale era la loro funzione? Di copertura? Di coordinamento? Di depistaggio? La cellula proveniva dalla Liguria o da altre zone? Da quanti elementi era composta? I tre tir sono transitati anche da Massa-Carrara?». Per dare una risposta a quest’ultima domanda i due cronisti hanno espresso l’intenzione di contattare le prefetture dei vari territori che potrebbero essere state tappe del convoglio, così da «stabilire il ruolo avuto dalla provincia di Massa-Carrara nell’operazione» e capire «quanti chilometri hanno dovuto coprire i mezzi prima di arrivare al porto de La Spezia». Inoltre, sulla base del comunicato rilasciato dal prefetto spezzino Giuseppe Forlani, in cui si parla, genericamente, di un deposito in Italia centrale, Santi e Sinatti avanzano ipotesi anche sul luogo di provenienza del materiale imbarcato. «Anche la Toscana -fanno notare- è interessata da depositi di questo genere, come quello di San Piero a Grado, fra Livorno e Pisa, distante da La Spezia circa 83 km». Anche se l’imbarco dei materiali sulla “Pacific Egret” e il suo successivo allontanamento non implicano alcuna attività illegale, è doveroso ricordare che in passato il porto di La Spezia, insieme a quelli di Livorno e Carrara, è stato il luogo di partenza per traffici criminali, come quelli delle tristemente note “navi dei veleni”, alcune delle quali trasportavano anche scorie nucleari. Dallo scalo spezzino, in particolare, sono salpati il bastimento panamense Lorna, svanito nel nulla nel Mar Nero nel 1977 e quello russo Latvia, partito nel 1995, che il capitano di corvetta Natale De Grazia, morto avvelenato il 13 dicembre dello stesso anno, aveva tentato inutilmente di bloccare. Il carico a bordo di quest’ultima imbarcazione era di importanza tale che a due sommergibili venne dato l’ordine di seguirla. Essi, però, se la fecero scappare. (d.c.)

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