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Lavori sempre più fermi, l’allarme della Cna

Lavori sempre più fermi, l’allarme della Cna

Imprenditori e amministratori trovano un accordo per ottenere dei finanziamenti dalle banche

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MASSA. Il passo che lega la vita dei condomini al mondo del lavoro è veramente breve. Il ragionamento è semplice: se all'interno di un condominio non si riesce a creare un fondo per le spese di manutenzione – così come previsto dalla legge 220/2012 - i lavori non possono partire e a pagarne le prime conseguenze sono proprio loro: aziende, imprese e lavoratori che operano nel settore dell'edilizia. «La riforma che doveva semplificare il quadro – spiega Stefano Gatti, responsabile Cna edilizia - è la stessa che ci mette in difficoltà perché i condomini non eseguono più lavori, e anche se li effettuano basta un ritardo o qualche impossibilità nei pagamenti che i tempi e le difficoltà si complicano enormemente. Tutto questo fa saltare il 90% dei lavori».

Così, preso atto di un problema comune, imprenditori e amministratori di condominio hanno trovato uno strumento in grado di risolvere - o quantomeno limitare - la questione dei pagamenti: «È stata presentata la possibilità di rivolgersi a un istituto bancario e ottenere un finanziamento. Il condomino o l'intero condominio che per problemi economici non può partecipare alle spese – continua Gatti - può ottenere direttamente un finanziamento da parte di un istituto bancario da noi accreditato. É un iniziativa positiva perché garantisce un finanziamento agevolato a tassi d'interesse molto bassi anche se su spese contenute, poi verso il condominio il finanziamento è ancora più agevolato. Diciamo che è un tentativo per sbloccare questa problematica e far ripartire i lavori».

La normativa purtroppo arriva in un momento particolarmente difficile per il settore dell'edilizia: con il blocco dei lavori nel settore pubblico e l'assenza di nuove costruzioni, l'unica strada percorribile è proprio quella delle ristrutturazioni nell'ambito privato. Ambito, al cui interno, i condomini occupano una bella fetta di mercato. «La situazione del settore rispetto all'anno scorso è in stasi – conclude Gatti - non c'è stato un grosso peggioramento ma è ferma. Purtroppo l'impatto della norma va a bloccare ristrutturazioni e, allo stesso tempo, va a burocratizzare ulteriormente l'intero quadro. Siamo qui. Fermi e in attesa che la situazione migliori». (a.p)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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