Un gigante della siderurgia e due aziende rottamatrici
MASSA. La Ferriera Valsabbia (Odolo, in provincia di Brescia), produce esclusivamente tondino e ha 300 dipendenti. Ecoacciai ha un fatturato attorno ai 240 milioni di euro e un centinaio di...
MASSA. La Ferriera Valsabbia (Odolo, in provincia di Brescia), produce esclusivamente tondino e ha 300 dipendenti. Ecoacciai ha un fatturato attorno ai 240 milioni di euro e un centinaio di dipendenti. Lucchini Spa ha, soltanto a Piombino, dove concentra l’80% della sua produzione del gruppo, circa 2.300 occupati più 1.000 nell' indotto. Il fatturato annuo è dell’ordine dei 3 miliardi di euro (un miliardo i debiti). Valsabbia ed Ecoacciai sono dunque dei nani rispetto al gruppo piombinese, eppure sono pronte a un’operazione di acquisizione e rilancio degli impianti Lucchini, o almeno di una parte di essi.
Nata come società di trading dei rottami ferrosi, Ecoacciai ha lasciato Massa nel 2006 perchè non trovava aree adeguate per il suo sviluppo. A Gello (Pontedera), su un terreno di 27 ettari, in partnership proprio con la Ferriera Valsabbia, ha realizzato un impianto per la produzione di tondo d’acciaio per cemento armato. Se dunque il suo mestiere primario è quello di demolire auto o vagoni ferroviari, fare a pezzi fabbriche dismesse, smantellare macchinari di ogni tipo, il suo sviluppo è puntato sulla rottamazione delle navi, e da qui nascerebbe l’interesse per Piombino, dove è in corso l’ampliamento del porto, e dove c’è un progetto per la creazione di un polo europeo per la demolizione delle navi che ha come primo sponsor il governatore Enrico Rossi. Un progetto che comprende dunque anche un ciclo virtuoso, che dalla rottamazione recupera il rottame per un’acciaieria elettrica, appunto prevista nella manifestazione d’interesse per la Lucchini.
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