La manifestazione
«False accuse su cava Viti» Buffoni annuncia querele
Il sindaco è stato durissimo contro il Movimento 5 Stelle in un incontro a Renella E precisa: «Con il gestore abbiamo concordato anche il recupero del pregresso»
MONTIGNOSO. «Cava Viti è una questione da chiudere». Dopo le ripetute denunce sollevate dal Movimento 5 Stelle attraverso blog e social network, il caso della discarica Fornace è arrivato addirittura in Senato grazie a una interrogazione sollevata dall'esponente grillina Laura Bottici. Così la storia della ex cava Viti ha ormai assunto le sembianze di un vero e proprio scontro personale tra il primo cittadino di Montignoso e il movimento penta-stellato.
Il sindaco Narciso Buffoni però non ci sta e così, durante un incontro pubblico con gli abitanti della Renella, risponde al j'accuse sollevato dai grillini promettendo denunce e provvedimenti penali a chiunque continuerà a diffondere false notizie sul suo operato. Tutto inizia nel lontano 1988, quando l'attività di estrazione, all'interno della cava, venne sostituita con una discarica per marmettola, struttura assente sul territorio. Dieci anni dopo arriva la delibera della regione Toscana che vuole trasformare l'area in discarica di tipo B, il cambio di destinazione però viene revocato proprio grazie all'intervento dell'allora sindaco Buffoni insieme al primo cittadino di Pietrasanta. E la cronistoria continua e arriva fino ai giorni nostri: «Nel 2003 ero assessore provinciale all'ambiente – spiega il sindaco - e cava Viti aveva tutte le autorizzazioni per i materiali che sta conferendo ora. A seguito di valutazioni tecniche la discarica venne declassata, vennero imposti al proprietario della discarica degli interventi e a seguito dei lavori furono riattivati i codici precedenti attraverso la conferenza dei servizi».
Questo è il punto che il primo cittadino intende sottolineare: «Io non ho riclassificato la discarica, io sono il responsabile della declassificazione dell'area, dell'esecuzione dei lavori e della riabilitazione dei codici già presenti prima del 2003». Ultima questione sollevata dal Movimento 5 Stelle: i ritardi nel pagamento delle royalties – percentuale sugli utili – da parte della società che gestisce la discarica. Un ammanco che – secondo i grillini - avrebbe comportato una perdita di 550mila euro alle casse comunali. «Abbiamo stabilito con il gestore – spiega Buffoni - che ci devono essere royalties annuali e un recupero del pregresso, così la società adesso sta pagando intorno alle 10mila euro al mese di royalties e nel giro di 4 anni si ripianerà tutto il pregresso. Io penso che dietro tutta questa campagna c'è solo una motivazione di carattere politico. C'è chi vuole speculare su mezze verità o totali falsità».
Alessio Profetti
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