Il Tirreno

Emanuele Ricciardi in lizza per comprare la Lucchini

Emanuele Ricciardi in lizza per comprare la Lucchini

La cordata Ecoacciai-Valsabbia pronta a fare un’offerta per l’acciaieria Ma l’imprenditore massese frena: «Prima c’è il piano del fondo Smc»

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MASSA. Il colosso malato della siderurgia, la Lucchini di Piombino, passerà in mano masssese? Una possibilità. La Ecoacciai di Gello (Pontedera), guidata da Emanuale Ricciardi è in lizza per l’acquisizione del grande polo dell’acciaio piombinese. Ricciardi si muove in questa partita complessa e decisiva (decisiva in primis per le sorti dei lavoratori) a fianco della Ferriera Valsabbia di Odolo (provincia di Brescia) con cui Ecoacciai ha da tempo stretti rapporti commerciali e imprenditoriali. La cordata lombardo-apuana è rimasta l’unica in campo, assieme a quella del gruppo Smc, rappresentato da Khaled al Habahbeh, un fondo tunisino che promette l’acquisto dell’intero complesso, il pieno re-impiego delle maestranze e il mantenimento dell’altoforno della Lucchini. Ecoacciai-Valsabbia, invece, sono per così dire “di seconda battuta” con una proposta di rilancio produttivo che prevede la realizzazione di un’acciaieria elettrica. La cordata di cui Ricciardi è partner è chiamata a presentare entro domani un’offerta non vincolante entro pochi giorni, una “ manifestazione di interesse” per dire, in sostanza: sì siamo interessati all’operazione. Ma quell’offerta non ci sarà. Lo dice lo stesso Emanuele Ricciardi: «C’è in campo un’offerta migliore, quella di Smc, un progetto ambizioso, l’unico in grado di dare un futuro all’intera area. Noi tifiamo per loro e, dunque, non presenteremo una nostra offerta».

Un passo indietro che non è, tuttavia, una rinuncia. «Vedremo cosa succede, come andranno le trattative del fondo tunisino. Se vanno avanti quelle, bene. In caso contrario, però, siamo disposti a rilanciare la nostra proposta. Ci mettiamo a disposizione», dice ancora Emanuele Ricciardi. Ecoacciai e Valsabbia, insomma, si mettono in posizione di “attesa interessata”. Il piano di Smc è sulla carta quella privilegiata da lavoratori, sindacati e amministratori locali. Da più parti, però, si sollevano dubbi sulla reale consistenza del gruppo tunisino e sulla sua capacità di trovare davvero i capitali per investire in Lucchini. E se gli “arabi” come li chiamano ormai a Piombino dovessero no trovare l’accordo (o rivelarsi un bluff), Ricciardi è lì pronto a giocare le sue carte.La proposta della cordata apuo-lombarda prevede la riconversione dell’altoforno degli impianti in acciaieria elettrica. Ma soprattutto, dice Ricciardi, «pensiamo a un nuovo modello di produzione dell’acciaio. La siderurgia italiana così come è struturata ora, non ha futuro, dobbiamo cambiare e in questo senso abbiamo idee e progetti. E siamo pronti a presentarli se ne avremo l’opportunità».

Claudio Figaia

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