Il Tirreno

Delvino torna all’Asl? «Non nego, mi piacerebbe»

Delvino torna all’Asl? «Non nego, mi piacerebbe»

La possibilità di un clamoroso reintegro è legata al ricorso pendente al Tar L’ex direttore dice: «Sarebbe una grande rivincita ma non accadrà»

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MASSA. Tornare a dirigere quell'azienda che lo aveva "sputato fuori" senza troppi complimenti, da uomo innocente e senza macchia? Si fanno insistenti le voci che parlano di un clamoroso ritorno. Quello di Antonio Delvino nel ruolo di direttore generale della Asl 1 Antonio, cioè alla guida dell’azienda sanitaria del maxi buco da 400 milioni di euro, vicenda di cui Delvino era ritenuto – dalla procura – uno degli autori, accuse da cui è stato assolto in primo grado. L’ipotesi è tecnicamente possibile: se il tribunale amministrativo presso cui è pendente il ricorso contro il licenziamento del manager pugliese riconoscesse che quel provvedimento era illegittimo, Delvino potrebbe riottenere quel posto. L’interessato dice in proposito: «Non ho saputo niente a riguardo ma non nego che ne sarei felice- ; mi piacerebbe tornare. Ho fatto sempre il mio lavoro con passione e onestà. Sarebbe una grande rivincita».

È chiaro, tuttavia, che per ora si parla soltanto di voci, anche perchè il reintegro di Delvino sarebbe inevitabilmente non gradito al suo “datore di lavoro”, cioè alla Regione Toscana. Intanto, dopo la sentenza del tribunale di Massa che ha prosciolto Delvino da ogni addebito: il suo legale, l'avvocato Roberto Valettini, ha presentato un sollecito al Tar, su cui pende il ricorso riguardo il licenziamento dell'ex direttore dall'azienda sanitaria. La sentenza del Tar era rimasta ferma, forse, in attesa che si esprimesse il Tribunale di Massa. Ora la sentenza, emessa dopo il rito abbreviato, sulla posizione di Delvino in merito ai fatti dell'inchiesta sul buco di bilancio è arrivata ed è di assoluzione. E, dunque, adesso, secondo il legale, è arrivato il momento di stabilire se quel licenziamento, giustificato dalle accuse mosse nei confronti del manager, fu lecito oppure no. A mettere alla porta l’ex direttore della Asl 1, chiedendo anche un copioso risarcimento danni per il "guaio" combinato alle finanze dell'azienda, fu il presidente della Regione Enrico Rossi in persona; lo licenziò. Delvino fece ricorso davanti al giudice del lavoro, di fronte al quale ottenne una prima vittoria: il giudice stabilì che il provvedimento non fosse giustificato e che Delvino venisse reintegrato. Ma il governatore Rossi tenne il punto: a suo avviso Delvino aveva "responsabilità che non emergevano nell'ordinanza del Giudice del lavoro" e, soprattutto era venuto meno "il rapporto di fiducia" tra Regione ed ex direttore, tanto da rendere impossibile il reintegro.

Oggi però le cose sono cambiate: il Tribunale di Massa dice che Delvino non fu responsabile del buco di bilancio (299 milioni di euro accertati dalla Guardia di Finanza, più di 400 quelli calcolati in momenti successivi) creato nella Asl1 e dunque, poiché la Regione lo licenziò supponendo il suo coinvolgimento, adesso potrebbe fare un passo in dietro, magari anche con tante scuse, e riassumere Delvino alla Asl 1. «Non credo succederà mai- commenta ancora Delvino- ; da Rossi non ho ricevuto neanche una telefonata dopo la sentenza. Non mi aspetto nulla».

Di certo è ben difficile che la Regione avvii “motu proprio” un percorso per rimettere l’ex direttore sulla poltrona di vertice (ora occupata dalla dottoressa De Lauretis) Dunque, l’unica strada percorribile per arrivare a un possibile reintegro è quella di attendere la sentenza del Tar sulla legittimità del licenziamento e, successivamente presentare un nuovo ricorso al giudice del lavoro. Dal quale Delvino potrebbe ottenere, oltre che il posto di lavoro perso, anche il risarcimento per un anno di lavoro perso.

Manuela D’Angelo

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