Il Tirreno

«Da 300 a quattro: così Sorrentino mi ha scelto»

«Da 300 a quattro: così Sorrentino mi ha scelto»

Il ballerino e coreografo Francesco Azzari racconta come è riuscito ad entrare nel cast della “Grande Bellezza”

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CARRARA. Da trecento aspiranti, ai quattro prescelti: è stata dura la selezione per arrivare a fare parte del cast del film premio Oscar "La grande bellezza". A parlare è Francesco Azzari, il ballerino e coreografo carrarese che compare nella scena iniziale della grande festa danzante, ma è anche uno dei quattro che sollevano Dadina. In tutto, come racconta, compare in tre scene. «L'audizione - racconta Francesco Azzari - è iniziata nel 2012 verso giugno: ero andato alla scuola Ials di via Fracassini a Roma, una scuola molto importante. All’inizio eravamo circa 300; a un certo punto, una ragazza guardandomi mi ha detto: “Secondo me ti hanno già preso”, e io le ho ribattuto: “Speriamo che mi porti bene”. In quell’occasione avevo interpretato un'improvvisazione insieme ad altri partecipanti trovati sul momento, funziona sempre così. Già da quel primo approccio, l’ambiente mi è piaciuto tantissimo; tutti molto gentili, ci hanno messo a nostro agio. Finita l'audizione, visto che mi ero portato dietro il mio curriculum, l'ho lasciato alla produzione. Dopo due settimane - prosegue il racconto - mi richiamano per un altro provino, “Sorrentino ha visto qualcosa in più”, mi dicono al telefono, e io “Certo che vengo”. Insomma, dopo questa seconda audizione, una terza, fino ad arrivare ai quattro prescelti. Nei tre giorni di riprese sul set a Roma in cui sono stato occupato, ho avuto sensazioni molto positive - spiega ancora il ballerino e coreografo carrarese - il “girato” è stato molto, poi alla fine compaio in tre scene, ma è sempre così. E’ stata un’esperienza bellissima. Sono orgoglioso di essere parte di un capolavoro, un film molto particolare, realizzato da un regista che lavora in modo particolare. Ha scelto presonalmente il cast, e ripeto, fin da subito ho avuto l'impressione che stesse nascendo qualcosa di importante. Fondamentale, il clima che si respirava sul set: mi hanno fatto sentire come se fossi a casa mia, ho avuto al momento giusto la possibilità di parlare per qualche secondo con il regista Paolo Sorrentino, gli ho chiesto delle cose, e lui è stato di una gentilezza unica, squisita. Tutto per il meglio: tutti mi salutavano, “ecco che arriva il toscanaccio”, mi dicevano, e io a spiegare che sì, Carrara è in Toscana, ma insomma, siamo toscani particolari». Azzari vive a Carrara ma è anche domiciliato a Roma; in questi giorni è impegnato a Formia. «Più che un lavoro, lo sento come una grande passione. E ora mi piacerebbe portare “Le Notti Bianche”, tratto da Dostoijeski, anche a Carrara. E sono felice quando posso esprimere la mia creatività nella coreografia, quando riesco a creare il movimento». (m.b.)

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